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La pesca illegale ruba anche il lavoro
10/11/2008 - gab
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La rapina dei mari oltre a danneggiare i nostri fondali e sterminare le specie ittiche, sottrae anche migliaia di posti di lavoro...
La pesca illegale, praticata con attrezzature troppo aggressive, causa danni irreversibili alla flora e alla fauna marina, ed è causa della perdita di posti di lavoro nel settore.
L'eliminazione della pesca illegale in Europa, che comprende l'invasione in aree protette, la pesca di pesci troppo piccoli o la falsificazione dei numeri rispetto alle limitazioni imposte, comporterebbe invece un grosso beneficio ambientale, ma anche un vantaggio concreto per le famiglie, salvaguardando circa 27 mila posti di lavoro!

Lo studio, presentato a Bruxelles dall'associazione ambientalista Pew Environment Group, ha calcolato i danni economici di queste pratiche in 5 grandi ecosistemi marini: 10 miliardi di euro persi da qui al 2020.
Secondo la ricerca, realizzata dalla Eftec, solo in Italia, eliminando la pesca illegale al tonno e al pesce spada, si potrebbero avere 1.162 posti di lavoro in più e un aumento delle catture quantificabile in 26 milioni di euro ogni anno. Lo studio offre una risposta concreta a chi si ostina a mettere le ragioni del lavoro contro quelle delle ambiente!


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