Il Centro Oli prevede l'estrazione di petrolio dal sottosuolo terrestre e marino dell'Abruzzo e la cittadinanza è preoccupata per i danni irreparabili che verrebbero arrecati a parchi, animali, piante e ambiente in generale. Il petrolio abruzzese è di scarsa qualità, pieno di impurità e di zolfo, spiegano dal comitato. Per poterlo trasformare in carburante sarà necessaria una pre-lavorazione, la idrodesolforazione, nel luogo in cui viene estratto. Durante questa lavorazione vengono immessi nell'aria sostanze molto inquinanti, come l'idrogeno solforato (H2S) e le polveri sottili ed ultrafini. Stime attendibili dell'Istituto Mario Negri Sud, un importante centro parlano di immissione nell'aria di una tonnellata e mezza al giorno di sostanze molto tossiche ed inquinanti, molte con azione cancerogena.La raffineria, inoltre, sarà costruita nella zona di maggior produzione vinicola dell'intera regione. Il comitato ha avviato una raccolta di firme per dire no alla raffineria che trovate cliccando qui.
Per maggiori informazioni: www.comitatonaturaverde.it