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Il risvolto della maglietta a 5 euro!
01/09/2008 - gab
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L'industria della moda usa e getta produce tre milioni di diossina all'anno. Un articolo di Repubblica svela l'insostenibilità ambientale e sociale del mercato dell'abbigliamento

La moda a basso costo è insostenibile. Oltre ad essere prodotta in Paesi dove vige lo sfruttamento del lavoro minorile, la produzione accelerata di capi vestiari uccide l'ambiente. Tra le cause, i pesticidi utilizzati nelle piantagioni di cotone e la qualità dei tessuti.
Un servizio comparso sul quotidiano britannico The Guardian spiega quali siano i danni collaterali della moda usa e getta. Il tabloid riporta i dati raccolti dalla Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs) che ha analizzato l'impatto ambientale di diversi materiali tessili a basso costo. E secondo la quale la "McFashion", con il suo menu a base di jeans&T-shirt, produce ogni anno oltre 3 milioni di emissioni di diossina.

Le magliette vendute a 5 euro vengono per lo più fabbricate nei Paesi asiatici e sono fatte in cotone e poliestere. Questo mercato copre l'80% della produzione tessile del pianeta e attutisce i costi di spedizione coast to coast consentendo di risparmiare sulla qualità delle materie prime.

Secondo Daniela Tramontano, che ha lanciato il progetto "Il filo che unisce", nei Paesi asiatici c'è un tasso di suicidi altissimo dovuto alle condizioni in cui si è costretti a raccogliere il cotone, coltivato con pesticidi che provocano tumori e altre malattie.

Fonte: Repubblica
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