Si tratta di persone particolarmente sensibili ai tessuti sintetici e alle sostanze di sintesi utilizzate per colorare e per trattare i capi d’abbigliamento convenzionali, il cui contatto scatena una reazione del sistema immunitario.
Un fenomeno in costante crescita: solo in Italia sono circa 4 milioni coloro che a causa di seri problemi cutanei hanno bisogno di cure mediche con un aggravio di costi sulla sanità pubblica valutato in circa 120 milioni di euro l’anno. Per far fronte a questa situazione, il ministero della Salute ha promosso di recente una serie d’iniziative, tra cui la creazione dell’Osservatorio nazionale per la valutazione dei rischi alla salute da prodotti tessili, il cui obiettivo è quello di offrire al consumatore finale una garanzia sui tessuti che indossa quotidianamente.
L’obiettivo dell’osservatorio è quello di eliminare o ridurre le sostanze pericolose presenti nei prodotti tessili convenzionali con una conseguente riduzione della spesa sanitaria.
Oltre ad individuare specifici indumenti causa di dermatiti e quantificare la reale prevalenza di tali patologie, verrà istituito anche un sistema di controllo che effettuerà delle analisi a campione sui prodotti tessili in commercio, si procederà con l’aggiornamento della banca dati sulle sostanze utilizzate nel settore tessile e si avvierà un processo di ricerca integrata tra il mondo della sanità ed il mondo della ricerca tessile.