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Allarme scie chimiche: cosa c'è di vero?
18/06/2008 - Claudia Benatti
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Sostanze tossiche diffuse ad alta quota, forse per modificare il clima: c’è chi ne denuncia l’esistenza e la pericolosità, chi invece parla di cospirazionismo gratuito. Proviamo a fare il punto.

Strane scie bianche che popolano i nostri cieli con un’intensità sempre maggiore, che si presume contengano sostanze tossiche per la salute umana e che potrebbero rappresentare il tentativo di modificare le condizioni climatiche. Ad emetterle sono aerei che solcano ormai i cieli di tutto il mondo e non si tratterebbe delle solite scie che siamo abituati a vedere in coda ai velivoli, ma di qualcos’altro. È questo il fenomeno di cui ormai si legge sempre più spesso sui siti internet, su numerosi giornali e di cui di recente si sono occupate anche le televisioni nazionali.

Chi ne sostiene l’effettiva esistenza sono alcuni gruppi di cittadini che, a vario titolo, hanno costituito gruppi di ricerca e di studio; hanno raccolto fotografie che destano impressione e casi clinici di pazienti che affermano di avere contratto patologie a causa delle sostanze presenti in quelle scie che poi si diffondono nell’aria. Visitatissimo è il sito internet www.sciechimiche.org, che offre parecchi spunti di riflessione.

Altrettanto agguerrito, tuttavia, è il fronte di chi a questo fenomeno non crede, che lo riporta all’interno di confini di tutt’altro genere, tacciando chi fa contro-informazione di cospirazionismo gratuito. Ad essere scettica è soprattutto la scienza ufficiale, che riporta il fenomeno delle cosiddette scie chimiche all’interno del normale manifestarsi delle scie di condensazione degli aerei.

Nubi anomale
Intanto il quotidiano inglese The Times nel gennaio scorso ha riportato la notizia secondo cui gli aerei della compagnia di bandiera britannica British Airways verranno utilizzati dall’Università di Cambridge per studiare l’effetto sul clima delle emissioni dei velivoli, la cui presenza nei cieli si sta moltiplicando a dismisura.

L’indagine si concentrerà sugli effetti del diossido di azoto e sul cosiddetto «effetto coperta» creato dalle scie che tendono ad allargarsi in una nuvolaglia indistinta. In proposito, il professor John Green, membro di un gruppo inglese di studio sull’aviazione industriale che promuove soluzioni tecnologiche ai problemi ambientali, ha affermato che tali scie potrebbero essere dimezzate se gli aerei evitassero le zone in cui l’aria è fredda e umida, e se volassero più bassi. Ma anche in Inghilterra non sono mancate le voci critiche su questo studio. Jeff Gazzard della Greenskies Alliance, una coalizione di associazioni ambientaliste che si oppone all’espansione del traffico aereo, ha definito l’indagine come «un tentativo di intorbidire le acque, visto che gli sponsor tenderanno ad ottenere i risultati a loro più vantaggiosi».

Sulle scie chimiche, dunque, chi ha ragione e chi ha torto? Chi potrebbe fornire rassicurazioni o rivelazioni definitive in proposito? Per il momento, tutto ciò che può fare il cittadino è informarsi, ascoltando tutte le «campane» per tentare di farsi una propria idea. Ecco perché in questo articolo abbiamo voluto dar voce ad entrambi i fronti, affinché ciascuno di essi possa illustrare le motivazioni a sostegno della propria tesi.

La versione completa dell'articolo "Allarme scie chimiche: cosa c'è di vero?" di Claudia Benatti è disponibile sul numero di Giugno di Terra Nuova.

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