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Bagnoschiuma a confronto
05/06/2008 - Elisa Nicoli
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Li usiamo quotidianamente, ma sappiamo poco di loro. Ecco come si riconosce un bagnoschiuma ecologico e quali sono i rischi legati all’uso di detergenti liquidi convenzionali.

La nostra pelle è una preziosa barriera di difesa, in grado di contrastare gli agenti patogeni grazie all’ambiente leggermente acido (pH 5.5). Ma lavarsi troppo o usare detergenti aggressivi può innescare un circolo vizioso: per proteggersi dall’azione dei tensioattivi, l’epidermide dà vita a una sovrapproduzione di sebo, con la conseguente necessità di ulteriori lavaggi e così via. Il primo accorgimento per tutelare la nostra pelle è quello di non sottoporla ad eccessivo stress, limitando il numero di lavaggi e utilizzando detergenti non aggressivi.

Ma come orientarsi tra i tantissimi prodotti presenti sul mercato? Sapone o bagnoschiuma?

Ancora prima di capire quali marche siano più affidabili, la scelta che ci viene posta davanti è quella tra le tradizionali saponette e i detergenti liquidi, come i bagnoschiuma. La differenza sostanziale è che mentre il pH dei saponi solidi si attesta generalmente tra 8 e 10 (quindi è più aggressivo), quello dei detergenti liquidi può essere regolato a piacimento fino ad eguagliare l’ambiente leggermente acido dell’epidermide.
D’altra parte i saponi solidi hanno il vantaggio di poter essere realizzati artigianalmente con ingredienti naturali e autoprodotti senza grandi difficoltà. In realtà, le cose sono un po’ più complesse di quanto può sembrare.

Riccarda Serri, specialista in dermatologia all’Università degli studi di Milano, ridimensiona l’importanza del pH, sostenendo che il potere tampone di una pelle sana è tale che dopo 30-40 minuti dall’uso del sapone è in grado di ripristinare il livello di acidità naturale. Non è dello stesso parere Fabrizio Zago, chimico industriale ed esperto di detergenza, che afferma: «Se consideriamo le alterazioni a carico dell’epidermide, avendo la possibilità di utilizzare tensioattivi di origine vegetale di nuova concezione, poco aggressivi e altamente performanti, non si capisce il motivo di continuare a usare i saponi solidi, soprattutto per le zone più delicate del corpo come il viso e le parti intime».

In conclusione, la scelta tra una saponetta tradizionale e un detergente liquido è molto soggettiva, in quanto ognuno dei prodotti presenta dei pro e dei contro. Resta l’importanza di imparare a decifrare gli ingredienti riportati sulle confezioni in ordine decrescente di concentrazione secondo la nomenclatura europea denominata Inci (International nomenclature of cosmetic ingredients).
L’universo dei saponi è stato ben illustrato nel numero di marzo; nelle prossime pagine offriremo una panoramica sui bagnoschiuma.

La versione completa dell'articolo "Bagnoschiuma a confronto" di Elisa Nicoli è disponibile sul numero di Giugno di Terra Nuova.

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