E' finita l'era degli aerei low cost. Willie Walsh, amministratore delegato della British Airways, intervistato dal Guardian, non ha dubbi: il peso crescente del costo del petrolio verrà presto scaricato sui passeggeri. Nel frattempo l'American Airlines, sempre per l'aumento ormai irreversibile del costo del greggio, ha annunciato drastici tagli alle linee di volo e al personale. Questo significa che è finita l'età dell'oro per i viaggiatori desiderosi di spostarsi da un capo all'altro del mondo con pochi euro. Molte compagnie, secondo Walsh, saranno costrette a subire non solo l'aumento del costo del petrolio, ma anche la conseguente diminuzione di passeggeri, spaventati dall'impennata dei prezzi. Secondo una stima di Credit Suisse nel lungo periodo nessuna compagnia europea, eccetto quelle che hanno attuato opportune strategie di copertura, può essere capace di generare profitti.
Ma forse non tutti i mali vengono per nuocere, perché il traffico aereo è diventato sempre più insostenibile. Il recente report realizzato dal Dipartimento dei trasporti americano, dall’Agenzia europea per il controllo del traffico aereo (Eurocontrol) e dalla Manchester Metropolitan University aveva infatti costretto ad aggiornare al rialzo le previsioni del traffico aereo, con una conseguente impennata delle emissioni. Dal 2000 al 2025, secondo lo studio, potrebbe aumentare il numero di persone esposte all’inquinamento acustico e verrebbe triplicato l’ossido di azoto rilasciato in atmosfera. Stessa sorte anche per le emissioni di CO2, su cui l'attenzione è sempre alta.
Adesso le stime forse si potrebbero anche rivedere. Il prezzo del petrolio non accenna a diminuire. Si ha la sensazione che la crisi strutturale di un'economia basata interamente sul petrolio, sia stata presa poco sul serio. La decrescita a questo punto sembra proprio che ci sarà. Spetta a noi stabilire se sarà più o meno felice...