Attraverso il ciclo della respirazione, come è risaputo, aumenta la concentrazione di anidride carbonica. "Nelle aule chiuse degli ambienti scolastici, sale mediamente a 1500 parti per milione" spiega Gerhart Tiesler dell'Istituto Interdisciplinare di Ricerca sulla Scuola di Brema. "Anche se rimaniamo entro i termini di legge, già con una concentrazione di 1.000 ppm, in realtà si possono rilevare i primi sintomi di disturbo come stanchezza, mal di testa e difficoltà di concentrazione. L'aria esterna mediamente ha una concentrazione di 400 ppm. Mentre in alcune scuole dove abbiamo effettuato il testo sono stati trovati valori di 2700 ppm, con una maggiore incidenza dei sintomi sugli alunni."
La soluzione del problema è semplice e antica quanto il mondo. Consiste cioè in una corretta ventilazione, per periodi brevi e a intervalli regolari: ogni 20 minuti si spalancano le finestre massimo per 2 minuti, che sono più che sufficienti. Se si supera il periodo di esposizione si rischia di compromettere il benessere climatico. I ricercatori hanno potuto riscontrare, che laddove sono state osservate queste indicazioni, le lezioni sono state svolte in modo più proficuo e regolare, con un ricorso minore a rapporti disciplinari ad opera degli insegnanti.
I risultati della ricerca verranno pubblicati in una brochure e distribuiti come istruzioni d'uso nelle scuole del Land.
Fonte:
www.evolversi.it