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L'automobile è in crisi: nel mondo ricco si va a piedi
15/05/2008 - gab
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Dal Giappone agli Usa: la crisi dell'auto è ormai irreversibile. E gli americani riscoprono i mezzi pubblici. Complice il prezzo del petrolio, ma anche la fine del mito dell'auto nelle nuove generazioni. Arriva la decrescita?
L'era automobilistica è in fase discendente. L'homo urbanis riscopre, un po' per necessità un po' per virtù, i mezzi pubblici e la mobilità sostenibile. Due articoli comparsi su Repubblica mercoledì 14 maggio, danno la stessa lettura del fenomeno, da due angoli privilegiati del mondo industriale: gli Stati Uniti e il Giappone.

Secondo Federico Rampini, in Giappone ormai il fenomeno è dilagante. I profitti della Toyota, prima casa automobilistica al mondo quest'anno sono calati del 28%. E le vendite di tutto il settore nel mercato nipponico, rispetto al 1990, sono inferiori del 30%. Tutti i venditori di automobili sono preoccupati per la perdita di appeal del vecchio status symbol dell'automobile sul pubblico giovanile. Su un quotidiano economico giapponese, dice Rampini, leggiamo che solo il 25% dei giovani maschi ventenni e trentenni ambisce ancora ad acquistare un auto. Sono più attratti a viaggi sul web piuttosto che sull'asfalto. A Tokyo, comunque sia, i mezzi funzionano bene, le metropolitane sono super efficienti e arrivano dappertutto.

Una rivoluzione nel modo di concepire la mobilità che contagia anche gli Stati Uniti, paese notoriamente assetato di petrolio, dove l'80% degli adulti possiede un automobile di grossa cilindrata. La causa primaria è l'aumento del prezzo del petrolio (il 66% è importato da paesi canaglia), ma chissà che anche gli americani non riscoprano il piacere della mobilità sostenibile. Vittorio Zucconi, sempre dalle pagine di Repubblica, ci racconta che oltreoceano si sta riscoprendo il trasporto pubblico, con un incremento costante del numero dei passeggeri di ogni razza, religione o classe sociale. Un impennata che arriva al 15% in certi Stati del Sud, dove la "decrescita" è ormai obbligati. E per quest'anno flop storico dei tanto amati Suv, con un milione e mezzo di vetture non vendute!

La decrescita è in agguato. Spetta a noi decidere se sarà più o meno felice.
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