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Coloranti e bimbi iperattivi: e chi se ne frega!
08/05/2008 - gab
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I risultati sono evidenti. Ma l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare non sa che pesci prendere: non si sa quale sia esattamente il colorante imputato, ce ne sono troppi...
Secondo l'associazione di consumatori Altroconsumo l'Efsa (l'Agenzia di sicurezza alimentare Europea) annacqua gli effetti dei coloranti sui bambini. Sarebbero infatti ormai evidenti le prove che i coloranti utilizzati negli alimenti, riescono ad influenzare il comportamento dei bambini. Un dato di fatto riconosciuto anche dalla stessa agenzia, che dopo aver effettuato uno studio non ha ritenuto necessario rivedere le soglie di tolleranza. Tutto era nato da un precedente studio commissionato dalla Food Standard Agency inglese all'Università di Southampton, pubblicato sulla rivista Lancet (McCann et al, 2007). 
Secondo Altroconsumo si tratta di conclusioni paradossali. Vediamo perché. Lo studio ha riguardato l'effetto di due miscele di alcuni coloranti e del conservante benzoato di sodio sul comportamento dei bambini, suggerendo un collegamento tra queste sostanze e l'aumento di iperattività nei più piccoli. Gli esperti dell'EFSA hanno rilevato negli individui coinvolti nello studio una certa sensibilità nei confronti degli additivi valutati. 

Eppure, tali evidenze, sono state ritenute insufficienti per proporre interventi normativi. Volete sapere il perché. Semplicemente perché, questo il motivo addotto dall'agenzia, "non si riesce a individuare quale singolo colorante possa essere ritenuto responsabile degli effetti osservati, dato che non sono stati testati coloranti separati ma appunto le loro combinazioni". Ancora più preoccupante il fatto che gli effetti, come riporta Altroconsumo, siano stati osservati con una dose di sostanza somministrata molto più bassa rispetto alla dose giornaliera accettabile. Unica magra consolazione è la notizia che l'EFSA si accingerebbe ad effettuare una revisione sulla sicurezza di tutti i coloranti alimentari autorizzati nell'Unione Europea. Il lavoro di revisione sui coloranti sarà completato entro la fine del 2008: solo allora la Commissione Europea e le autorità nazionali degli Stati membri decideranno se sarà il caso di adottare particolari misure per proteggere la salute dei consumatori. Per ora il principio di precauzione sembra una precauzione tutelativa delle industrie alimentari e non dei consumatori, senza nessun riguardo per i bambini. 

Altroconsumo ha chiesto alla commissaria europea responsabile della salute pubblica Androula Vassiliou l'applicazione del principio di precauzione, attraverso la sospensione dell'uso di quei coloranti che possono influire sull'attività e l'attenzione dei bambini. I produttori inoltre dovrebbero continuare a cercare alternative più sicure, anche considerando il fatto che da un punto di vista nutrizionale queste sostanze sono inutili: servono solo a dare colore ai cibi. In molti Paesi, soprattutto in Danimarca e Regno Unito, in risposta alla richiesta dei consumatori, i produttori, hanno iniziato a riformulare i loro prodotti per escludere la presenza di questi coloranti. 
Fonte: Altroconsumo
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