Cernobyl rimarrà alla storia come uno dei peggiori disastri ambientali.
Un surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e la dispersione di una nube radioattiva di 12000000 di TBq.
Oltre 150000 km2 di territorio esteso tra Bielorussia, Ucraina e Russia furono interessati dal fallout radioattivo.
Vennero coinvolti più di sei milioni di persone che ancora oggi, specialmente in Bielorussia, vivono a livelli di radioattività esorbitanti e in una situazione di emergenza ambientale, sociale e sanitaria.
Mentre la centrale, seppur chiusa, non ha ancora avuto reali interventi di messa in sicurezza.
L'energia nucleare rappresenta ancora oggi un rischio enorme, per l'ambiente e per le generazioni future. Non deve rappresentare una soluzione al problema della sicurezza energetica.
La soluzione deve essere ricercata, investendo nella ricerca e nelle infrastrutture per la produzione di energia pulita e rinnovabile.
Breve promemoria nucleare:
>> Non esiste sicurezza in una centrale e, in caso di incidente, la radioattività permane per millenni.
>> costruire le centrali prevede grandissimi investimenti e trovare un sito dove collocarle comporta scempi ambientali e speculazioni in territori già a rischio e spesso incontaminati.
>> Il trattamento delle scorie ha costi molto alti e ad oggi non è stato trovato il modo di farlo in sicurezza. In Europa i rifiuti nucleari sono 100mila tonnellate e crescono di 40mila metri cubi all'anno ma non esiste un sito sicuro per trattarli.
>> Smantellare un'impianto arrivato a fine vita costa da 500 milioni a 2.6 miliardi di dollari a seconda dell tecnologia del reattore.
"Stacca la spina" è un'azione promossa dalla "Campagna per la riforma della Banca Mondiale": una risposta concreta al progetto dell'Enel di produrre energia elettrica nell'Europa dell'Est e poi rimportarla in Italia.
L'Enel si è impegnata infatti a completare la costruzione di due reattori nucleari di epoca sovietica nella centrale di Mochovce, in Slovacchia. Un comportamento di "dumping nucleare" nei confronti dei Paesi dell'Europa dell'Est, sui quali gravano ancora i danni causati dalla catastrofe di Cernobyl.
Ma non finisce qui. L'Enel ha infatti dimostrato anche l'interesse a diventare il maggior azionista della centrale di Belene, un pericoloso progetto nucleare bulgaro situato in una zona altamente sismica.
La campagna propone di:
- far pressione sull'Enel affinchè riconverta i suoi investimenti dal nucleare all'energia pulita e rinnovabile,
- informare i consumatori sull'opportunità di scegliere a chi acquistare energia in base alle reali politiche ambientali ed energetiche dei diversi gestori;
- far pressione verso il governo, affinchè la volontà popolare e lo spirito del referendum sul nucleare vengano rispettati e non calpestati in nome del libero mercato.
Per informazioni:
www.staccalaspina.org