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Guerrilla gardening: riconquistare il verde urbano
13/04/2008 - Admin
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Si sta diffondendo anche in Italia una nuova forma di attivismo, che si pone l’obiettivo di trasformare piccoli fazzoletti di terra lasciati a se stessi in rigogliosi «giardini di Lilliput». Una guerra al degrado dove le bombe sono fatte solo di semi e terra…

Autore: Federica Seneghini

Il guerrilla gardening o critical gardening è una forma di giardinaggio radicale con un obiettivo ben preciso: trasformare piccoli pezzi di terra abbandonati delle nostre città in angoli fioriti.
Si può agire di notte o di giorno, da soli o in compagnia, si può seminare in maniera tradizionale o, se si vuole fare presto, si possono lanciare delle cosiddette «bombe di semi», palline di terra, semi, acqua e fertilizzante.

Con il guerrilla gardening ci si oppone al degrado urbano in modo attivo, agendo contro l’incuria delle aree verdi, rimodellando e abbellendo, con piante e fiori, le aiuole e le zone dimesse o dimenticate delle nostre città.

Il primo giardino critico
Era il 1973 quando per la prima volta Liz Christy e il gruppo Green Guerrilla trasformarono un piccolo pezzo di terra abbandonato di New York in un giardino vero e proprio.
Da allora il movimento si è allargato moltissimo e oggi conta un centinaio di gruppi attivi in tutto il mondo.
Il primo luglio del 1996 un pezzo di terra vuoto nel bel mezzo di Copenhagen fu trasformato in un giardino nel giro di una notte: un’operazione che coinvolse più di mille persone, coordinate dal danese Økologiske Igangsættere.
Il 1° maggio del 2000, a Londra, il gruppo Reclaim the streets organizzò un «attacco di massa» di guerrilla gardening nelle vicinanze del parlamento. Quel giorno, al grido di: «Lasciate che Londra germogli!», diverse migliaia di attivisti occuparono le piazze piantando fiori e ortaggi.

Oggi nella capitale inglese il guerrilla gardening è ormai una realtà consolidata: «Sono circa 3700 le persone iscritte al nostro sito», spiega Richard Reynold, organizzatore del movimento londinese e autore del libromanuale «On guerrilla gardening - a handbook for gardening without boundaries» (Bloomsbury, 2008). «Agiamo soprattutto di notte: c’è meno traffico e le forze dell’ordine ci danno meno fastidio. E poi di giorno siamo al lavoro!».

>> Cosa sono i Guerrilla Gardening?
>> Esistono esempi concreti di riconquista del verde urbano in Italia?
>> Cosa sono i Giardini di Lilliput?

La versione completa dell'articolo "Guerrilla gardening: riconquistare il verde urbano" di Federica Seneghini è disponibile sul numero di Aprile di Terra Nuova.

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