Autore: Federico Morchio
Nell’ottica della ricerca del benessere negli spazi confinati riteniamo sia di notevole interesse tenere, ad esempio, il passo dei progressi medicoscientifici, i quali portano molteplici impieghi in svariati campi di applicazione alternativi alla medicina in senso stretto. E spesso si può davvero parlare di progressi della ricerca medica applicati alla bioarchitettura.
L’importanza della luce, regolatrice dei ritmi biologici
Come tutti sappiamo bene la luce è un elemento fondamentale per la vita della maggioranza degli organismi che popolano il globo terracqueo a cui apparteniamo. Non diciamo cose nuove asserendo
che, nell’uomo, la luce influenza il sistema visivo consentendogli di svolgere «attività» nell’habitat, di percepire lo spazio in cui vive o di cogliere gli stimoli dei colori.
Bioclimatica e illuminotecnica
Negli edifici gestiamo, attraverso l’applicazione di criteri di bioclimatica, la luce naturale utilizzandola come fonte energetica sostenibile (risparmiando energia non rinnovabile e riducendo le emissioni di carichi inquinanti in ambiente), mentre con l’impiego dell’illuminotecnica gestiamo la luce artificiale per sopperire alla mancanza di luce naturale e consentire lo svolgimento delle funzioni vitali (sonno, veglia, appetito, temperatura corporea ecc.) e il ciclo della luce naturale solare, tanto che il nostro organismo «regola» giornalmente il proprio ritmo (orologio biologico) in funzione degli stimoli luminosi naturali (orologio solare) che riceve e che elabora attraverso meccanismi biologici di recente scoperta.
La versione completa dell'articolo "I ritmi cicardiani e l'abitazione " di Federico Morchio è disponibile sul numero di Aprile di Terra Nuova.
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