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Gli alberi mangiano le polveri sottili
06/03/2008 - gab
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Secondo uno studio tedesco il verde pubblico riduce l'inquinamento urbano e i rischi legati al particolato

Le piante sono capaci di filtrare le polveri sottili o di deviarne il loro percorso. Lo rileva uno studio effettuato alla Humboldt Universitaet di Berlino. Le polveri di diametro inferiore ai 10 micron vengono letteralmente catturate dalle foglie degli alberi e delle piante da ornamento. Il funzionamento filtro naturale dipende essenzialmente dalla forma e dalla struttura delle foglie. In particolare gli aghi piccole delle conifere sarebbero i più adatti a fare da aspirapolvere per il pulviscolo atmosferico. Lo stesso dicasi per le foglie porose rispetto a quelle lisce. Bisogna poi considerare altri fattori, come la mobilità delle foglie al vento, la durata del fogliame, l'altezza del fusto, la tolleranza alle emissioni nocive. Le micropolveri, in particolare quelle più piccole, vengono letteralmente assorbite dalle foglie. La componente più grossolana invece, attraverso il vento e gli uccelli, viene invece fatta circolare di nuovo in atmosfera, si dilava con le piogge o torna a terra con la caduta autunnale. Lo studio raccomanda la piantagione degli alberi lungo le strade. Sotto di essi dovrebbero trovarsi cespugli e coperture di muschio, in modo da catturare le polveri che cadono a terra. 

Anche i tetti verdi, o le aiuole spartitraffico, potrebbero a questo riguardo garantire un'ulteriore protezione. Ad Amsterdam nel frattempo la messa in opera di una cintura verde di 40 ettari, ha assunto la funzione di barriera naturale al particolato del porto, delle fabbriche e dell'autostrada, proteggendo la popolazione dalle emissioni nocive. La capacità delle piante si riduce notevolmente nei periodi di grossa concentrazione di smog, come nelle ore di punta del traffico. Il filtro naturale, in sostanza funziona bene, ma, al pari di un comune aspirapolvere, non deve essere sovraccaricato. L'accumulo di sostanze nocive può danneggiare le funzioni vitali delle piante e impedire la fotosintesi e il ricambio di ossigeno. Secondo lo studio tedesco il problema va comunque risolto alla fonte: si rende cioè necessaria una politica seria di contenimento delle emissioni. 

Fonte: http://www.ble.de

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