Privilegiato sarà chi potrà evitare di sovraccaricare la mente con le spinte tecnologiche collettive ed evitare di aggiornare in continuazione il software in una sorta di forzato consumismo tecnologico.
In questi anni si sta facendo indigestione di informazioni come nel dopoguerra si consumava eccessivamente cibo. Essere sovrappeso è stato un segno di ricchezza nelle società che hanno vissuto la scarsità di cibo, mentre una volta che l'abbondanza di cibo diventava disponibile per tutte le fasce sociali, il sovrappeso diventava segno di scarsa salute.
Analogamente, nel futuro l'ingordigia di informazioni e l'utilizzo eccessivo delle tecnologie sarà considerata come sintomo di una mente che non sa discriminare, sintetizzare, e soprattutto stare in silenzio. Avremo una dietologia informativa.
Per lungo tempo si è giustamente cercata la libertà di pensiero e di parola, ora abbiamo bisogno della libertà di non-pensiero e il diritto al silenzio.
Tratto da “Aggiornamenti tecnologici e il diritto al silenzio” - innernet.it