La medicina cinese e quella egizia già intorno al 1500 a. C. utilizzavano l’Aloe per curare ulcerazioni, ferite, malattie cutanee e parassiti intestinali.
Riscoperta dopo anni di silenzio, oggi anche la ricerca scientifica ufficiale conferma le straordinarie qualità terapeutiche di questa pianta.
Per la ricca presenza di principi attivi che vanno dagli aminoacidi ai minerali, alle vitamine, ai lipidi, agli antrachinoni, ai polisaccaridi, l’Aloe è stata definita un “adattogeno”, ovvero una pianta in grado di ripristinare l'equilibrio dell’organismo, intervenendo là dove esistono meccanismi cellulari alterati.
Va poi considerato che i principi attivi dell’Aloe agiscono sinergicamente, potenziandosi e attivandosi l’un l’altro; pertanto è fondamentale non denaturare la potenzialità che questa pianta può fornire all’uomo con procedimenti di estrazione di singoli principi, i quali da soli non hanno certamente la capacità adattogena della pianta in toto.
Una schiera sempre più ampia di consumatori oggi ricorrono all’Aloe senza verificare se il preparato presenta un contenuto standardizzato di principi attivi incorrendo talvolta in sgradevoli sorprese. Da qui la necessità di utilizzare esclusivamente Aloe proveniente da colture biologiche certificate.
Il ruolo dell’acemannano
Tra i numerosi componenti della polpa della foglia di Aloe, l’attenzione dei ricercatori è oggi richiamata soprattutto dalla ricca frazione di monosaccaridi e polisaccaridi. Questi ultimi in particolare sono oggetto di grande interesse da parte del mondo scientifico, in relazione alla presenza di acemannano, definito impropriamente un mucopolisaccaride, in quanto non contiene gruppi azoto.
In realtà, si tratta di una lunga catena acetilata e idrosolubile formata da ripetute sequenze di glucosio e di mannosio, con netta prevalenza di quest’ultimo in rapporto di 6:1. In natura, l’acemannano presente nelle diverse specie di piante si differenzia per il peso molecolare.
Nell’Aloe arborescens, il contenuto di Acemannano è rappresentato in maggioranza dalla forma ad elevato peso molecolare e quindi più attivo.
Perché tanto interesse per questo oscuro composto? E’ presto detto. L’Acemannano svolge un’interessante azione antigenica ovvero, essendo una molecola estranea all’organismo e facilmente assimilabile, provoca una reazione immunitaria che stimola le cellule contro l’aggressione di vari fattori: virus, batteri e cellule tumorali.
Tant’è vero che l’acemannano è indicato nell’Index Merck come principio antivirale e immunostimolante.
Azione antigenica
Per l’elevato contenuto di Acemannano l’Aloe, si propone pertanto come un interessante fattore d’aiuto nella lotta contro il cancro, malattia purtroppo ad eziologia tuttora ignota ma che comporta uno profondo squilibrio dell'organismo sia a livello metabolico, sia a livello immunitario.
Proprio in base a questa considerazione, non essendo ancora in grado di colpire con medicamenti specifici le cellule neoplastiche di cui non è noto il fattore scatenante, un importante aiuto può consistere nell’utilizzo contemporaneo di più terapie biologiche atte a colpire la cellula da più parti, ovvero cercando di ripristinare l’apporto vitaminico e di minerali, stimolando il Sistema Immunitario a reagire.
L’Aloe arborescens ha dato anche prova, nel corso di una serie di esperienze cliniche, di essere in grado di stimolare in particolare la produzione dei Linfociti T. Helper con conseguente escrezione di interleuchine e potenziamento dello stesso Sistema Immunitario.
L’Aloe arborescens è una pianta in grado di fornire all’uomo tutti gli elementi essenziali per il mantenimento della buona funzionalità cellulare, per l’avviamento dei principali processi metabolici, per il buon funzionamento degli equilibri di membrana, per il trasporto e la produzione di energia.