Nel guardare un arcobaleno ho sempre provato stupore, gioia ed una strana inquietudine che mi spingeva da bambina a correre sperando di raggiungere il luogo dove l’arco di luce ha origine.
Oggi, il sogno si è avverato: eccomi in India nel luogo dove nascono mille arcobaleni. Uno ha origine nel villaggio di Alampoondi, dove abbiamo visitato il Gandhi Rural Rehabilitation centre, diretto da Kumar, centro rurale che svolge attività artigianali, ambientali, forestali e di riabilitazione.
Qui l’Arcobaleno nasce fra le dita del Maestro tessitore che intreccia innumerevoli fili colorati per i tessuti che arrivano poi, attraverso Ctm, nelle Botteghe del Mondo italiane.
Ho assistito estasiata all’intrecciarsi dell’Arcobaleno tra i fili tesi dei telai in un gioco meraviglioso di ritmi e colori. E’ proprio un luogo magico Alampoondi.
L’atmosfera che si respira è serena e rilassata. Oltre che di artigianato, il Gandhi Rural Rehabilitation centre si occupa anche della salute dei bambini con handicap fisici e/o mentali.
E’ un arcobaleno di bimbi dai volti segnati dalla sofferenza che mi accoglie al centro diurno Anjali che ha sede in una bellissima capanna. E’ qui che fratello Anand, un giovane francese vitale ed entusiasta, si prende cura di loro, stimolandoli con giochi, puzzle ed esercizi vari.
Cocco School
Ad illuminare i pomeriggi dei bambini di Alampoondi è invece l’Arcobaleno del doposcuola Cocco School, aperto da Alessandra L’Abate, alcuni anni fa, e dove si integrano le materie delle scuole governative con l’apprendimento e la pratica dei principi gandhiani e lo studio dell’Inglese, oltre ai giochi e alle attività artistiche indirizzati allo sviluppo della personalità. E’ gioiosa l’accoglienza che riceviamo ed è un piacere vederli, seduti in cerchio, concentrati ad ascoltare le nostre presentazioni in inglese, ansiosi di testare i loro progressi.
Un arcobaleno di fuoco mi attende a Tiruvannamalai. E’ notte di luna piena, si celebra una festa in onore de Shiva. Fuochi ardono ogni dove ed incendiano i sari multicolori, i volti dei pellegrini, le loro mani giunte in preghiera.
Urla la vita tra le strade di Tiruvannamalai pervase da inusuale fre-nesia. Il fuoco sembra infondere un’energia incontrollabile che spinge a camminare scalzi, per oltre 16 Km attorno alla montagna sacra, sulla cui sommità Shiva si manifestò in forma di colonna di fuoco dando origine al lingam.
E neppure la silente luna riesce a domare il sacro fuoco, anzi sembra congiungersi con esso in un amplesso cosmico.
Ed è la stessa energia di fuoco che sembra animare il giorno successivo il giovane Chezian, direttore del centro di Terre Des Hommes. Ascoltandolo parlare si ha subito l’impressione di trovarsi davanti all’uomo giusto al posto giusto.
Contro l’infanticidio
Il centro, aperto sette anni fa, ha già ottenuto incredibili risultati, contribuendo a ridurre notevolmente i casi d’infanticidio.
Avere una femmina è ancora considerata in India una grande disgrazia e così in alcune aree si è sparsa la pratica di sopprimere i neonati di sesso femminile. Terre des Hommes, attraverso una rete di operatori sociali qualificati e con l’aiuto della popolazione contraria a questa pratica, è riuscita a ridurre drasticamente le uccisioni dai 252 casi del 2000 ai 50 praticati nel 2001.
Un altro campo in cui Terre des Hommes è impegnata è quello degli interventi chirurgici per bambini gravemente malati.
Visitiamo la sede di Terre des Hommes mentre i raggi del sole al tramonto incendiano l’Arcobaleno di foglie e fiori disposti con cura lungo viali puliti che conducono alla residenza dei bambini chiamato Puspam (Mazzo di fiori).