Finalmente è arrivata l’estate, sinonimo di sole e per i più anche di vacanza. Mare o montagna, o semplicemente il riposo tanto agognato nella propria residenza, comunque in compagnia del sole.
Una bella abbronzatura ed un viso rilassato, insieme al corpo riposato è qualcosa che sentiamo di meritare dopo un anno di lavoro ed il freddo dell’inverno, la primavera è sfumata via veloce e si desidera sfruttare tutto il sole che la stagione regala prima del nuovo arrivo del freddo.
Ma il sole fa bene o fa male?
Il sole è la fonte di vita del nostro pianeta, e fonte di inesauribile energia, ne abbiamo bisogno più che mai. Esporsi ai suoi raggi caldi rilassa e tonifica, l’energia dei nostri reni si ricarica, “l’umidità interna si asciuga”, è una grande ricarica generale. E’ però risaputo che i raggi solari possono essere nocivi, questo è vero se l’esposizione non è graduale e soprattutto se il nostro organismo è carente di alcune sostanze che la natura mette sapientemente a nostra disposizione nella stagione calda.
Un’esposizione ripetuta o eccessiva ai raggi solari (UVA, UVB), così come alle lampade abbronzanti, provoca l’immediata foto-ossidazione della melanina e una reazione radicalica che aggredisce le grosse molecole della matrice extracellulare.
I rischi per la salute
La produzione di radicali liberi ha un effetto a catena e il risultato è un impoverimento della normale tonicità ed elasticità della pelle e l’innesco di reazioni infiammatorie che precorrono i segnali del processo di invecchiamento cutaneo.
Ancora più importante è l’aggressione dei raggi ultravioletti sul Dna che riverbera il danno sull’insieme delle sintesi cellulari.
Le patologie che ne possono conseguire sono: fotodermiti benigne, ipercheratosi ed elastosi solari per la pressoché scomparsa del collagene cutaneo.
Effetti più a lungo termine possono essere epiteliomi cutanei e melanomi maligni.
Alcune ricerche documentano che i tessuti esposti ai raggi ultravioletti contengono meno carotenoidi di altri, suggerendo di aumentarne il consumo di alimenti ricchi di tali principi nutritivi per il mantenimento della funzione protettrice.
Per evitare questi danni è dunque consigliabile esporsi al sole protetti da cosmetici in grado di filtrare i raggi UVA e UVB ed assumere alimenti ricchi di carotenoidi.
Cosa sono i carotenoidi ?
Non sono alimenti di per sé nutritivi, ma pigmenti naturali dai colori vivacissimi, dal rosso al giallo, composti liposolubili contenuti nei frutti e nelle foglie delle piante che le proteggono dai danni della fotosintesi.
I carotenoidi si possono convertire in vitamina A e hanno una spiccata attività antiossidante, e quindi anti-radicali, e proprio in questo senso sono correlati con la longevità idea-le negli esseri umani, in altri primati ed in genere nei mammiferi.
Sono stati individuati più di 400 carotenoidi, ma solo 30 o 50 di essi sono considerati attivi in termini di vitamina A.
Questi carotenoidi sono detti “carotenoidi pro-vitamina A”.
Una volta gli effetti biologici dei carotenoidi venivano correlati solo alla loro attività in termini di vitamina A, il beta-carotene era considerato il più attivo perché ha un’attività pro-vitamina A più alta degli altri.
Tuttavia recenti ricerche suggeriscono che questa attività è stata sopravvalutata perché altri carotenoidi inattivi in termini di vitamina A (retinolo) hanno proprietà antiossidanti e anticancro molto più rilevanti.