Le ragioni della loro sporadica presenza nella nostra dieta si deve principalmente, oltre alla standardizzazione dei consumi alimentari, all'esodo dai territori montani e all'eccessiva specializzazione dell'agricoltura moderna che insieme hanno determinato una brusca riduzione della raccolta e la loro graduale scomparsa dal mercato.
Eppure le ragioni per una decisa rivalutazione del consumo dei frutti del sottobosco sono davvero tante: elevato valore nutritivo, assenza di residui tossici provenienti dai trattamenti antiparassitari, aiuto indiretto all'economia delle zone collinari e montane del nostro paese.
Di grande interesse sono anche le preziose proprietà farmacologiche e terapeutiche dei piccoli frutti che solo oggi cominciano ad essere oggetto di studio e di impiego nella preparazione di specialità farmaceutiche.
E' il caso del ribes nero, utilizzato nella preparazione di farmaci ad azione vasoprotettrice (in grado di ridurre la permeabilità capillare e aumentare la resistenza dei capillari) o del mirtillo del quale si stanno studiando possibili applicazioni nella cura di alcune patologie cardiovascolari.
Mirtilli, neri, rossi o giganti
Il mirtillo di bosco, si differenzia da quello coltivato, il cosiddetto "mirtillo gigante" di origine americana, non solamente per le dimensioni più ridotte, ma anche per il sapore e le proprietà nutrizionali.
Il contenuto di sostanze antocianiche presenti nei mirtilli di bosco è infatti da 5 a 10 volte superiore rispetto a quello delle varietà coltivate.
Oltre alle proprietà astringenti e antibatteriche, dovute all'elevato contenuto di tannino, i mirtilli sono impiegati da sempre nella medicina popolare di tutti i paesi europei, per la preziosa capacità di migliorare la sensibilità della retina e in particolare la visione crepuscolare e notturna.
Attualmente il mirtillo è oggetto di interessanti ricerche farmacologiche per la valorizzazione dell'inusuale contenuto in antocianine e antocianidine, oltre che in campo oculistico anche come vasoprotettori, antiinfiammatori e antiflogistici. Grazie alla capacità di ridurre la permeabilità dei capillari e di aumentarne la resistenza, il mirtillo può essere di grande aiuto anche nella cura dei disturbi circolatori (vene varicose, fragilità capillare, emorroidi).
Ribes e uva spina
Tipiche piante dei climi freschi e umidi, i ribes contano nel nostro paese una diffusione molto limitata, alcune specie possono ritenersi oramai vere e proprie rarità botaniche, presenti solamente in areali molto limitati.
Maggiore è invece la diffusione del ribes nero e dell'uva spina i cui cespugli si possono incontrare con una certa facilita' nei boschi freschi delle vallate alpine e dell'Appennino settentrionale.
Tra tutti i piccoli frutti, i ribes sono senza dubbio le bacche con la più ricca dotazione di vitamine presentando in media circa 36 mg di vitamina C e ben 90 mcg di vitamina A.
Al pari dei mirtilli e dei lamponi i ribes vantano un elevato contenuto si antociani in grado di svolgere una efficace azione antinfiammatoria e un'attività protettiva nei confronti dei vasi sanguigni.
La particolare composizione dei ribes, ricchi oltre che di vitamine anche di sali minerali e di acidi organici favorisce la digestione e la peristalsi intestinale e assicura una piacevole blanda azione calmante.
Tratto da AAM Terra Nuova, giugno 2002