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Croccantino avvelenato
07/06/2007 - Carlino Acaulis
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Di fronte ai numerosi studi riguardanti l’alimentazione umana e i rischi alla salute rappresentati dagli attuali sistemi di produzione agroindustriale, sono ancora molto poche le ricerche che riguardano i nostri amici a quattro zampe.

Dopo i bovini, il morbo della mucca pazza ha cominciato mietere vittime anche tra i felini. Il primo caso di encefalopatia spongiforme felina (Fse) è stato diagnosticato nel 1990 in Gran Bretagna, dove sono stati censiti una novantina di gatti infetti. Lo scorso luglio, la Fse è stata rilevata anche in Svizzera nel Canton Vaud. La malattia ha colpito un gatto di sei anni che da diverso tempo mostrava disturbi del sistema nervoso centrale e per questo è stato ucciso. Le analisi condotte nei laboratori dell’Università di Berna hanno confermato che si trattava di Fse. Nel darne notizia, Heinz Muller, portavoce dell’Ufficio federale di veterinaria ha precisato che la malattia si trasmette solo per via alimentare e che al momento un morbo simili non è stato ancora riscontrato nei cani.

In ogni caso, se l’encefalopatia spongiforme felina è ancora una malattia relativamente rara (nel mondo si contano fino ad oggi poco più di un centinaio di casi), numerosi veterinari hanno evidenziato da tempo il grave decadimento della salute dei nostri animali a causa della scarsa qualità delle materie prime utilizzate per croccantini e bocconcini, complice una legislazione che permette alle industrie del settore di impiegare materie di scarto, liquami, grassi esausti, conditi con grandi quantità di conservanti e coloranti di sintesi. Una denunzia molto circostanziata del rischi di “scatoletta pazza”, si trova ne libro Fido non si fida (Stampa Alternativa), scritto da Stefano Apuzzo, già parlamentare dei Verdi e fondatore dell’Associazione Gaia, animali & ambiente, e Edgar Meyer, portavoce di Diamoci La Zampa.

Qui di seguito pubblichiamo alcuni stralci dell’interessante volume che consigliamo a tutti i lettori che tengono alla salute dei propri animali.

Scatoletta pazza
Gli ingredienti dei cibi umidi, secchi e semi-umidi sono simili, sebbene le proporzioni di proteine, grassi e fibre possano variare. Una lattina di cibo ordinario per gatti dovrebbe avere il 45-50% di sottoprodotti di carne, pollame o pesce.

La principale differenza tra i cibi e la percentuale di acqua.
Di acqua e composto il 50 - 60% del contenuto delle scatolette di cibi umidi per cani e gatti. Sia nei cibi umidi sia in quelli secchi in scatola gli ingredienti sono quasi sempre macinati e miscelati con gli additivi. Sono richiesti i bocconi? Uno speciale estrusore li forma. A questo punto la miscela e cotta ed inscatolata. Le lattine sigillate sono posizionate in appositi contenitori e sterilizzate. Alcuni produttori cuociono il cibo direttamente dentro la lattina. Questo trattamento distrugge il valore nutritivo. Le vitamine e gli amminoacidi, essenziali per la salute, sono particolarmente sensibili al calore.
I cereali hanno una parte importante nei mangimi per animali. Sono la fonte di calorie per l’attività quotidiana dell’animale. E’ bene accertarsi che i cereali nel cibo degli animali siano stati selezionati per uso umano. Cereali ammuffiti e scarti di produzione sono più convenienti per il produttore, possono pero causare micotossicosi, una malattia potenzialmente mortale. I cereali dovrebbero apparire come ”interi”. Le ”bucce”, invece, i ”macinati” e ”sottoprodotti”, non sono che lo scarto dell’industria alimentare umana che ne ha gia utilizzato le parti nutritive. Molti veterinari sostengono che il 30% dei cani soffre di allergie legate al cibo. Queste allergie provocano spesso seri fastidi alla base della coda ed alle ghiandole perianali influendo negativamente anche la fertilità, o portando a leccamento delle zampe e problemi alle orecchie. Se il cane manifesta uno di questi sintomi e necessario verificare i componenti del cibo, leggendo attentamente l’etichetta. Statisticamente gli alimenti maggiormente responsabili di allergie sono frumento, soia e granturco.
Ma l’industria alimentare per animali da compagnia prospera sugli avanzi dei processi di produzione.

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