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Cibo e mutamenti climatici
Claudia Benatti
ALIMENTAZIONE E SALUTE
La dieta del gruppo sanguigno
Giuliana Lomazzi
CUCINA NATURALE
La spezia dei desideri
Catia Tevisani
Una colomba vegan
Pasquale Boscarello
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L’estetista naturale
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Il linguaggio dei sogni
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È arrivato il nuovo Conto Energia
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La Casa-Ecologica in tournée
Gabriele Bindi
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Tessere il futuro
Barbara Vecchio e Gisèle Pellisson
BIOEDILIZIA
Un agriturismo secondo i principi del Vastu
Alessandro Checchi
FINANZA ETICA
I nuovi orizzonti della globalizzazione alimentare
Kinnithrung Sprat
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EDITORIALE - di Mimmo Tringale
Rinnovabili sì, ma anche decentrate
È stata salutata con favore la decisione del Consiglio dei capi di Governo e di Stato dell’Unione europea di portare entro il 2020 al 20% la quota di consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili, oggi ferma al 7%. Visto che si tratta della sopravvivenza della vita sul pianeta, si poteva fare sicuramente di più, ma non è questo il punto che vogliamo affrontare oggi. La questione è che il disastroso impatto ambientale causato dalla produzione energetica ha due facce: una ha a che fare con la natura delle fonti utilizzate – fossili, inquinanti o ad elevato rischio come per esempio il nucleare – l’altra con la dimensione degli impianti. È probabile, anzi auspicabile, che nei prossimi anni, grazie anche al nuovo Conto Energia (vedi articolo all'interno del numero), vedremo una moltiplicazione di impianti eolici e fotovoltaici; ma se la questione della concentrazione della produzione energetica non sarà presa seriamente in considerazione saremo punto e a capo. Come sta già accadendo per i grandi impianti eolici off-shore in Sicilia e Molise, è inevitabile che cresceranno malumori e preoccupazioni per le popolazioni interessate: qualsiasi tecnologia, anche la più ecologica, se applicata in grande scala rischia di avere un impatto disastroso sull’ambiente. La vera rivoluzione energetica ci potrà essere solo quando la sua produzione verrà decentrata, riducendo così drasticamente il grande potere economico e politico dei monopoli energetici, l’inquinamento degli elettrodotti e i guasti al paesaggio.