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Aspartame & C.: gli altri dolcificanti artificiali
10/07/2006 - AAM Terra Nuova
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Analogamente all’aspartame, anche gli altri dolcificanti artificiali presentano una notevole tossicità, ma nonostante questo vengono comunemente utilizzati per un gran numero di bevande e prodotti alimentari (pillole dolcificanti, bevande gassate, tè in lattine, bevande per sportivi, cereali per la prima colazione, prodotti caseari, dolci e prodotti preparati al forno, conserve, gomme da masticare, marmellate, budini, gelatine, caramelle, pasticceria biscotti, cioccolate, salse, prodotti farmaceutici)...

Saccarina: dopo anni di dibattito sulla sua presunta tossicità, nel 1977 la Canada’s Health Protection Branch pubblicò uno studio che dimostrava che la saccarina causava cancro alla cistifellea dei topi. Nel 1981 finì nella lista dei probabili cancerogeni negli USA. Ma nonostante questo oggi rappresenta il dolcificante artificiale più diffuso al mondo.

Ciclammati (E952): nel 1970 furono banditi negli USA per sospetta cancerogenità, ma dal 1994 il loro uso è consentito nei paesi dell’Unione Europea. Sono i dolcificanti artificiali più diffusi dopo la saccarina.

Acelsulfame K (E950): nonostante numerosi studi abbiano provato che questo dolcificante possa aumentare il rischio di cancro nell’uomo il suo impiego è stato autorizzato in Europa sin dal 1995 e negli USA dal 1988.

Neotame: è’ un dolcificante artificiale di ultima generazione, ma la sua struttura chimica è simile a quella dell’aspartame essendo composto da acido aspartico, fenilalanina e metanolo e quindi si presume che simile sia anche la sua tossicità. Il suo impiego è stato approvato negli USA nel 1988.

I rischi per la salute

L’aspartame è un dolcificante artificiale sintetizzato in laboratorio da un chimico della G. D. Searle nel 1965. Secondo ricercatori e medici di diversi paesi, il consumo di alimenti contenenti aspartame potrebbe scatenare o peggiorate numerose patologie: tumori al cervello, epilessia, sindrome di affaticamento cronico, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, ritardo mentale, linfoma, difetti della nascita, fibromialgia e diabete. Tali inconvenienti deriverebbero dall’azione combinata dei suoi principali costituenti: acido aspartico (40%), fenilalanina (50%) e metanolo. Vediamo in dettaglio la loro azione.

Acido aspartico: il Dr. Russel L. Blaylock, docente di neurochirurgia dell’università Medica del Mississipi, ha pubblicato un libro nel quale descrive tutti i danni causati (vi sono ben 500 referenze scientifiche) dall’ingerimento spropositato di questo aminoacido. L’acido aspartico è il precursore di un neurotrasmettitore chiamato aspartato che in dosaggi eccessivi uccide “eccitando fino alla morte” (eccitotossina) alcuni neuroni causando un esagerato afflusso di calcio nelle cellule. Questo fenomeno determinata la morte delle cellule stesse a causa dell’elevata produzione di radicali liberi. Particolarmente esposti all’effetto dell’acido aspartico sono i feti e i bambini perché nei primi anni di vita, la barriera sanguigna che normalmente protegge il cervello dall’eccesso di aspartato e da altre sostanze dannose, non essendo pienamente sviluppata, non è in grado di proteggere tutte le aree del cervello. Per questo motivo gli alimenti contenente aspartame dovrebbero essere banditi dalla dieta di donne incinte e bambini.

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