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Il pannolino della discordia divide Bruxelles
07/07/2006 - Federica Del Guerra
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E’ di questi giorni la notizia che il dibattito a Bruxelles non si snoda tra problemi di politica estera, anzi, la discussione che anima gli intelletti europei e che tarda a trovare una soluzione riguarda i...PANNOLINI!!!

Ad iniziare quella che è stata definita la “guerra dei pannolini” è stato il commissario al Fisco Laszlo Kovacs che è deciso e determinato nel procedere legalmente contro i governi della Repubblica Ceca, del Portogallo, della Polonia, dell’Ungheria e di Malta in quanto Paesi che applicano un’aliquota Iva inferiore a quella minima consentita dalle regole comunitarie, ovvero del 15%.

La risposta dei commissari “pro-pannolino” è stata repentina e, avvalendosi del semplicistico ragionamento politico-sociale che l’imposta ridotta può contribuire all’aumento del tasso di natalità europeo ormai in crisi da anni, hanno rigettato la proposta al mittente e affidato il problema agli esperti di Bruxelles che dovranno risolverlo entro l’autunno. 

Eppure una soluzione c’è! Efficace, sperimentata ed ecologica.

Il libro “Senza pannolino”, in vendita da qualche mese presso la nostra casa editrice è la risposta più semplice e immediata per regalare di nuovo notti tranquille agli stressati commissari europei divisi sulla tassa dei bebè. Consigliamo quindi ai colletti bianchi di Bruxelles la lettura del libro per risolvere i problemi di bilanci, aliquote Iva, prezzi e numeri che ruotano intorno alla questione pannolini, con la poetica immagine di tanti nudi e felici culetti, abbracciati, senza costi, tasse o spese aggiunte, semplicemente dal caldo amore dei genitori.

Educare il bambino sin dalla nascita a fare a meno del pannolino è inoltre l’unica e impellente soluzione per ridurre l’inquinamento provocato dai quintali di pannolini utilizzati oggigiorno, non riciclabili e dal ciclo di smaltimento lunghissimo.

Senza considerare il risparmio in termini di costi per famiglia: è stato stimato che una famiglia italiana spende ogni anno in pannolini da un minimo di 450 a una massimo di 950 euro. Un taglio alle uscite non indifferente.

L’aspetto più importante di uno svezzamento senza pannolino, nel quale il bambino prende coscienza dei suoi bisogni fisiologici in modo attivo sin dai primi giorni senza subirli inconsapevolmente, è sicuramente sottolineato da quel contatto, quel dialogo e quell’intima conoscenza che si stabilisce immediatamente tra il neonato e i genitori. Una comunicazione privata che crea un legame unico e irripetibile, per uno sviluppo salutare e tranquillo di ogni bambino. 

Una soluzione quindi che accontenta tutti: i commissari europei, i bambini e i genitori, e l’ambiente.

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