Terra Nuova
HomeHome   mercoledì 8 febbraio 2012 - 8.34.03
Cerca nel sito  
Articoli
 
Abbonamento e acquisti libri on-line...
HABITAT e salute
21/07/2005 - Giovanni Colli
Indietro Invia l'articolo ad un amico ... Stampa ...
(4551 letture)
Come affrontare il tema della qualità dei materiali e dei componenti in edilizia?

Nell’affrontare il tema della qualità dei materiali e dei componenti in edilizia, crediamo sia necessario ricordare innanzitutto quanto il settore delle costruzioni incida sul bilancio energetico globale, e quali livelli di impatto ambientale abbiano edifici e manufatti edili lungo il loro intero ciclo di vita. Qualche cifra. Oltre il 30 per cento del consumo globale delle risorse (tanto energetiche che di materie prime), ed altrettanto si può dire per la produzione di inquinamento, spetta proprio al settore delle costruzioni.
Nel corso degli ultimi vent’anni, inoltre, sono stati avviati diversi studi e ricerche sul cosiddetto "inquinamento indoor" che ne hanno accertato livelli preoccupanti, sovente superiori a quelli delle nostre città, all’interno delle mura dell’ufficio o di casa. Dunque dobbiamo richiedere a edifici, manufatti, componenti e materiali edili di legarsi sempre più alla "qualità ambientale".
Andiamo allora a vedere alcune cose da tenere presenti:
* Diffusità: quando un materiale consente il passaggio, non convettivo, di gas e fluidi.
* Igroscopicità: la capacità di un materiale di assumere-assorbire vapore acqueo dall’aria e di cederlo.
* Traspirabilità: se un materiale ha un elevato scambio igrometrico con l’ambiente, e risponde alle fluttuazioni accidentali di umidità (regolazione igrometrica).
* Accumulazione: la capacità di un materiale di accumulare calore, di trattenere quello ricevuto e/o prodotto.
* Coibenza: se un componente oppone resistenza al passaggio di calore e non disperde quello accumulato.
* Temperatura superficiale: la caratteristica di un materiale di avere una temperatura superficiale costante e di calore gradevole al tatto. Comportamento legato alla densità del materiale e al contenuto di acqua.
* Assorbimento: la capacità di un materiale di filtrazione, trattenimento, depurazione delle sostanze volatili.
* Protezione acustica: la capacità di un materiale di possedere buone qualità fonoisolanti e fonoassorbenti, in grado di costituire una efficace protezione dai rumori aerei e da impatto provenienti dall’esterno, così come dagli effetti della risonanza sonora e del riverbero.
* Salubrità: la capacità del materiale di non presentare livelli di tossicità sia in fase di posa che di esercizio e dismissione.
La tossicità potrebbe essere scatenata da: emissione di composti volatili dannosi, rilascio di polveri e fibre nocive o di odori fastidiosi; comportamento elettrico del materiale (con disturbi ai campi elettromagnetici naturali e alla naturale ionizzazione dell’aria, accumulo di cariche elettrostatiche); "radioattività", effetto schermante rispetto alle radiazioni terrestri e cosmiche, ecc.

Abbattere i rischi 
La filosofia, allora, sta nel diminuire l’esposizione evitando il sommarsi degli effetti dannosi delle varie sostanze tossiche, usando di volta in volta tutte le alternative naturali. La casa può essere pulita con prodotti biologici, e la ricerca dell’igiene non deve diventare una paranoica paura dei batteri. In fin dei conti per essere sana deve respirare, ed avere un continuo ricambio di aria e di umidità con l’esterno. Un esempio? Molti dei trattamenti più comuni per il legno, in particolare quelli destinati agli esterni, contengono derivati arsenicati tossici.
Che fare?
Via libera a un procedimento naturale ed economico a base di borace, che protegge il legno contro i funghi e gli insetti ed è anche ritardante in caso di incendio: con 1 kg di sali di borace si impregnano circa 80 mq di legno. Per la protezione del legno in esterno vanno bene anche delle miscele di oli, tra cui quello di lino e dell’albero dì fung, che impermeabilizzano il legno ma al tempo stesso lo lasciano respirare. Per gli interni trattamenti a base di resine di legno e di olio di lino reso siccativo con standolio (cotto ad alta temperatura): con un litro d’olio è possibile trattare 20 mq di legno. 
ARTICOLI CORRELATI:
Quanto è interessante l'articolo? (Voti ricevuti: 1 )
Ottimo Discreto Sufficiente Discutibile Pessimo
Ottimo Discreto Sufficiente Discutibile Pessimo
 
Le nostre riviste
I nostri libri
Newsletter
Il nostro shop
Links
I nostri sondaggi
Voce ai lettori  
Appena letti
Commenti
I più recenti