Ogni definizione suscita sempre un gran dibattito, e l’idea di ecovillaggio, non fa certo eccezione. A tale riguardo esiste già una discussion list su Internet, e numerosi articoli tra cui “Che cos’è un ecovillaggio?” (vedi Aam Terra Nuova n.116, pag. 16-17) scritto da Hildur Jackson.
Tanto è stato scritto negli ultimi dieci anni sul tema delle comunità sostenibili sia a livello locale, sia a livello internazionale. Una comunità sostenibile può essere realizzata da due o più persone in campagna, in un villaggio o in città e interessare, almeno in linea teorica una regione o uno Stato intero.
Un ecovillaggio è una comunità sostenibile, ma una comunità sostenibile non sempre è un ecovillaggio. Proviamo a definire meglio le diverse forme che in qualche modo si avvicinano all’idea di ecovillaggio:
Comunità intenzionale. Si tratta in linea di massima “di un gruppo di due o più adulti che hanno scelto di chiamarsi comunità”. Un ecovillaggio è in genere una comunità intenzionale, ma ci sono numerose comunità intenzionali che hanno poco o niente a che fare con l’ecologia e non possono essere definiti ecovillaggio.
Coabitazione. E’ uno stile di vita cooperativistico nato in Danimarca. Mette insieme l’autonomia delle abitazioni private con molti dei vantaggi della vita comunitaria. In genere i residenti, almeno quelli iniziali, partecipano alla progettazione della comunità in modo che essa possa rispondere il più possibile ai loro bisogni.
Letture consigliate:
> Cohousing e condomini solidali - (libro+Dvd)