Anche se l’estate volge oramai al termine, i lavori da eseguire nell’orto sono ancora molto impegnativi. Per alcuni ortaggi (pomodori, fagiolini e zucche rampicanti), diventa necessario controllare che i sostegni siano ancora solidi e in grado di sostenere le piante fino al termine delle raccolte; per altri come l’indivia, la scarola e il porro, si possono iniziare le pratiche per l’imbianchimento. In particolare, nel caso dell’indivia e della scarola, vanno chiusi i cespi con elastici o spaghi, facendo attenzione a non stringere troppo e operando quando le piante sono perfettamente asciutte per evitare fenomeni di marcescenza; mentre per il porro, va fatto un rincalzo con la terra per circa i due terzi della pianta facendo attenzione a non coprire ”l’occhio” (la parte interna delle foglie). Perchè abbia successo, l’imbianchimento deve durare minimo 15-20 giorni. In ogni caso è bene ricordarsi che se da una parte gli ortaggi imbianchiti diventano più teneri e dolci, dall’altra perdono però gran parte delle vitamine e della clorofilla presenti nelle foglie e nel fusto. Per questa ragione è consigliabile non buttare via le parti verdi, perché sono le più ricche di contenuti nutritivi e inoltre sono buonissime cotte e (come nel caso del porro) ottime per preparare frittate, risotti e condimenti.
Le ultime semine
Settembre è un mese con temperature miti che permettono ancora la semina di alcuni ortaggi: lattuga e radicchio da taglio, ravanelli, rucola, spinaci e prezzemolo. In questo mese, l’orto offre una produzione abbondante di ortaggi estivi (pomodori, peperoni, melanzane, zucchine, fagioli, ecc…) ci sarà dunque molto lavoro nel raccogliere e conservare le produzioni orticole che vanno trasformate nel più breve tempo possibile dopo il raccolto perché mantengano al meglio le sostanze nutritive e le specifiche caratteristiche organolettiche. Se non lo avete già fatto ad agosto, siete ancora in tempo per seminare a spaglio nelle aiuole lasciate libere da altri ortaggi la cicoria a grumolo e la valerianella; saranno le prime insalate pronte da raccogliere, senza altro impegno, all’inizio della primavera. Per evitare l’attacco di malattie fungine favorite dall’ambiente più umido (in particolare nelle serre) è consigliabile trattare le piante ogni settimana con equiseto, propoli e ortica. Sugli ortaggi a portamento basso come lattughe, radicchi, ravanelli, ecc.. può essere molto utile l’uso di teli di “tessuto-non-tessuto” (velo da sposa) che vanno posati direttamente sulle colture e fissati al terreno lungo i bordi delle aiuole con manciate di terra o meglio con sacchetti ripieni di sabbia che vi permetteranno di risistemare più facilmente il tessuto dopo ogni raccolta.
Nel frutteto
L’attività prevalente di questo mese nei frutteti è la raccolta di mele e pere che rappresenta (se tutto è andato bene) la maggior soddisfazione per il frutticoltore che viene ripagato della fatica e del lavoro svolto durante tutta l’annata. Perché la frutta si conservi sana e a lungo durante l’inverno, nella raccolta bisogna prestare la massima attenzione nell’effettuare alcune operazioni e rispettare alcune regole importanti. Un giorno prima della raccolta bisogna trattare con propoli e equiseto per evitare durante la conservazione fenomeni di marcescenza dei frutti. Nella raccolta i frutti vanno posati delicatamente in cesti privi di asperità o in contenitori senza chiodi sporgenti, meglio se sono foderati con doppio strato di tela di sacco. I frutti che si conservano meglio sono quelli asciutti e con il peduncolo. Prima di riporli nelle cassette bisogna separare i frutti sani da quelli deformi, fessurati, attaccati da uccelli, vespe e calabroni, colpiti da ticchiolatura o che hanno subito ammaccature. Questi frutti scartati devono essere consumati in breve tempo o destinati alla trasformazione.