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Come si riconosce un cosmetico naturale?
17/11/2005 - Hubert Bosch
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Sono sempre più numerosi i prodotti chimici di sintesi utilizzati nelle preparazioni cosmetiche. La chimica di sintesi non risparmia neanche i cosiddetti cosmetici naturali, molti dei quali sono ottenuti con ingredienti quanto meno sospetti. Ecco come imparare a decifrare le etichette e riconoscere i cosmetici naturali da quelli convenzionali.

Mentre negli ultimi anni è cresciuto enormemente l’attenzione dei consumatori nei confronti “della chimica nel piatto”, accentuata in questi giorni dall’allarme mucca pazza, ancora molto scarso sembra essere l’interesse verso i numerosi composti chimici utilizzati nei prodotti cosmetici. Anche a livello di legislazione non sono previsti test sull’eventuale tossicità a lungo termine e sui rischi d’accumulo nell’organismo dei numerosi prodotti chimici utilizzati. Una carenza, resa ancora più grave dalla rapida evoluzione dei cosmetici, trasformatesi oggi in una sorta di miscela di prodotti chimici di sintesi, derivati dal petrolio.

A parte qualche rara eccezione, da questo “peccato originale” non si salva neanche la gran parte dei “cosmetici naturali”, dove insieme a qualche traccia di piante officinali, spesso si trovano numerosi ingredienti d’origine sintetica (conservanti, emulsionanti, profumi, ecc.). Com’è possibile riconoscere un cosmetico naturale da uno convenzionale? In attesa di norme ben precise che definiscano, così come avviene per le produzioni agricole biologiche, gli ingredienti e il processo di produzione dei cosmetici naturali, può essere utile conoscere almeno quello che in un cosmetico non ci dovrebbe essere.

Gli ingredienti in etichetta
L’Unione europea ha reso obbligatoria la dichiarazione in etichetta di tutti gli ingredienti, in ordine decrescente, che compongono un cosmetico. La lista degli ingredienti dev’essere riportata sulla confezione d’ogni prodotto e fin qui tutto bene. Il problema è che in tale lista, gli ingredienti vengono indicati secondo la terminologia INCI, la Nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici, difficilmente comprensibile per qualsiasi consumatore che non abbia almeno tre lauree: una in chimica, una in lingue e una in botanica. Ma probabilmente anche i pochi eruditi che possono contare su un così vasto sapere incontrerebbero qualche difficoltà nel riconoscere con esattezza gli ingredienti indicati.
Per esempio, le parti o gli estratti di piante sono dichiarati generalmente con il nome scientifico della pianta. Così Triticum vulgare potrebbe essere la farina di grano come pure l’olio di germe di grano; Olea europaea potrebbe essere l’olio d’oliva, il gemmoderivato dell’olivo o l’oliva stessa. Parfum o Profumo è usato sia per indicare profumi sintetici senza distinzione, sia per alcuni oli essenziali non classificati.

La cosa positiva di questa normativa è che tutti gli ingredienti devono essere indicati, nell’elenco, in ordine decrescente secondo la quantità percentuale utilizzata. In questo modo è possibile valutare, almeno approssimativamente, in che percentuale sono presenti le varie sostanze attive e quindi è una prova indiretta della validità del prodotto.
Fatta questa premessa, passiamo ora a esaminare le principali categorie di ingredienti per cosmetici sospettati d’essere nocivi per la salute e l’ambiente. Mentre in diverse parti del mondo si sta cominciando a valutarne i rischi, può essere utile conoscere i più diffusi, per evitare di acquistare i prodotti che li contengono.

Profumi

Si tratta di una vasta gamma di prodotti dei quali, in realtà si conosce ben poco, almeno fino a quando non scatta il solito allarme per la tossicità di qualche preparato. Cosi com’è successo recentemente in Germania, dove è stata dimostrata la tossicità per il sistema nervoso dell’ambretta muschiata, un profumo molto comune. Dopo decenni di uso indiscriminato, questo profumo è stato così ritirato dal mercato in fretta e furia, nel totale disinteresse dei media.
In seguito all’allarme, qualcuno ha cominciato ad indagare anche sugli altri composti muschiati, usati come profumi un po’ dappertutto, come il famoso muschio bianco ed è stato così scoperto che le molecole di questo particolare composto si accumulano nell’ambiente e nell’organismo umano, con concentrazioni elevate nei tessuti grassi, nel latte materno, nei corsi d’acqua.

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