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Albert Schweitzer: ecologista ante litteram
23/11/2005 - AAM Terra Nuova
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La vita del celebre medico tedesco è un esempio illuminate di amore per la natura, in tutte le sue espressioni, e di profondo impegno spirituale. E' la storia di uno spirito geniale, generoso quanto irrequieto, tanto da essere considerato dagli amici un matto in terra… ma non in cielo!

a cura di Gabriella Fusi

L'evoluzione umana, con le necessarie distinzioni e differenze, è senz'altro un fatto incontrovertibile. E' evidente che gli uomini non sono tutti uguali e differiscono nel manifestare la loro divinità. Alcuni rivelano ancora una natura primitiva, altri sono semplicemente umani ed altri ancora iniziano a mostrare qualità dalle caratteristiche sovrumane. Ma quando si presenta all'uomo la possibilità di trascendere la sua natura umana per rivelarne quella divina? Nel processo evolutivo di ogni essere umano, c'è un tempo in cui la sua triplice natura: fisica, emozionale e mentale raggiunge inevitabilmente un tale sviluppo da consentirne una sintesi perfetta. E' allora che l'uomo diventa personalità: Egli pensa, decide e dispone. Assume il controllo della sua vita; non è più un semplice centro d'azione ma bensì un fattore di rilevante influenza nel mondo.
L'attivazione delle qualità mentali e l'uso corretto del pensiero rendono possibile tale trasformazione. Quindi ciò che distingue una personalità dalla massa ordinaria degli esseri umani è proprio questa attitudine basata sul pensiero, la determinazione a guidare la vita secondo la mente e non più secondo l'emozione. L'uomo che pensa e che agisce in conformità con le direttive che hanno origine nella realtà del pensiero consapevole diventa, col tempo, una personalità in grado di esercitare un'influenza rilevante sulle menti degli altri.
Personalità e Individualità
Tuttavia è l'uomo spirituale interiore, che potremmo chiamare Individualità, che controlla la personalità umana, consentendo alle leggi, che regolano il Regno dello Spirito, di governarla. L'uomo, la cui Individualità guida i suoi passi, procede silenziosamente con Dio, e come personalità si mantiene nello sfondo; organizza la propria esistenza in modo da poter vivere come anima, riserva il tempo necessario alla pratica dello spirito, ma conserva al tempo stesso il senso delle proporzioni, mantenendo l'affetto delle persone che lo circondano e adempiendo perfettamente ai propri obblighi e alle proprie responsabilità. L'uomo spirituale è un conoscitore cosciente piuttosto che un fedele credente; agisce secondo il suo pensiero, fa i suoi piani e non può essere ingannato o dominato dalle parole, ne essere asservito alla coscienza collettiva o al pensiero della massa; persegue, attraverso la rinuncia del sé personale, il bene del mondo e si dedica al servizio dell'umanità invece che al servizio dei propri desideri. Questo è l'uomo che procede verso la liberazione e che, progredendo da un'espansione di coscienza ad un'altra, diventa poco a poco parte coscientemente integrata del Tutto.
Nel corso dei tempi ed ancor oggi, molti sono gli uomini e le donne che hanno incarnato il principio dell'uomo spirituale; essi fungono da modello e fonte d'ispirazione costante per l'umanità intera. Albert Schweitzer è uno di questi uomini straordinari. La sua esistenza estremamente creativa non è mai stata una vita di rinuncia o di sacrificio, bensì vissuta in perfetta adesione alla più ardita vocazione interiore. Con il suo esempio ha contribuito a mantenere aperta la via che conduce l'uomo e quindi l'umanità al quinto Regno della Natura, Regno dello Spirito.
Ripercorriamo ora i tratti più significativi della vita di Albert Schweitzer attraverso le parole di Charles R. Joy, che lo incontrò durante la sua storica visita negli Stati Uniti.
La scelta dell'Africa
Al margine della foresta vergine, lontano dalle colline e dalle valli dei Vosgi, in cui trascorse un'agiata fanciullezza; lontano dai circoli di cultura europei, nei quali si trovava a suo agio durante la giovinezza; Albert Schweitzer ha compito un'opera umanitaria, il cui significato supera di gran lunga il numero di uomini che ha salvato e la quantità di dolore che ha lenito. Se, come i suoi amici da principio pensarono, ha seppellito se stesso nelle profondità del continente nero, la sua è però una tomba che ha v

 
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