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Non prendersi troppo sul serio
21/07/2005 - Jacopo Fo
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Oggi ci sono moltissimi ragazzi e moltissimi adulti che non riescono più ad innamorarsi. E non riuscire ad innamorarsi è una grande lesione emotiva, ma non credo che questo fenomeno sia un fatto tipico dei nostri tempi...
Oggi ci sono moltissimi ragazzi e moltissimi adulti che non riescono più ad innamorarsi. E non riuscire ad innamorarsi è una grande lesione emotiva, ma non credo che questo fenomeno sia un fatto tipico dei nostri tempi. La verità è che forse oggi, a differenza del passato, abbiamo il coraggio di parlarne. Anzi si può dire che oggi le cose vanno meglio del passato perché almeno ci poniamo il problema dei sentimenti all'interno del rapporto di coppia e ne parliamo, cosa che prima non si faceva. Oggi c'è tanta gente che non trova una persona da amare e così decide di stare da sola, cent'anni fa era obbligata a stare in coppia, a sposarsi. La paura d'amare può essere scomposta in varie voci: la paura di provare piacere, paura del dolore, della sofferenza. Spesso il piacere è visto come qualcosa che porta sfiga, come qualcosa che viene punito dall'universo. Ma si tratta solo di assurdità perché tutto l'universo funziona sul principio del piacere. C'è poi la paura del contatto fisico. Ci sono tante persone che non vogliono innamorarsi proprio perché temono il contatto fisico. Esiste poi la paura di emozionarsi. Viviamo in una società, dove l'emozione è vista come una "perdita del controllo", un pericolo. E' invece l'emozione è una delle nostre risorse più importanti. In realtà, lo choc dell'innamoramento determina una sorta di aumento delle percezioni, una sorta di "piccola illuminazione", perché porta a liberarci di tutte le gabbie che si siamo costruiti a partire dai primi anni di vita. L'amore porta con sé un potente processo di decondizionamento. Un altro grande nodo è la mancanza di piacere, la difficoltà di raggiungere un orgasmo completo. Viviamo in una società, dove si pratica una sessualità strettamente mentale, dove il corpo non è coinvolto nel piacere. Il piacere è nel vincere la scommessa, non nel raggiungere il completo abbandono. Spesso non si è consapevoli di questa paura d'amore, e si dà la responsabilità del fallimento al partner o alla difficoltà di trovare la persona giusta. Allora, come fare a riconoscere la paura d'amare? Non è facile, la cosa migliore è aprire la porta all'umorismo, perché è un efficace strumento di comunicazione. Se abbiamo una relazione gioiosa, se si ride, se c'è uno spirito di gioco e più facile vincere la paura e le difficoltà. Invece di solito i rapporti di coppia si basano sulla recriminazione continua del partner, sui giochi di potere, sui ricatti. La struttura stessa del rapporto monogamico è che "se vai con un altro, non mi hai più". La scoperta della spiritualità può aiutare a vincere la paura d'amore, ma a volte può trasformarsi in una nuova morale. Perché anche in questo campo ci sono tante persone che si prendono troppo sul serio. C'è addirittura chi sostiene che quando entriamo nella sacralità non si può ridere! Io invece credo che nell'insegnamento di tutti i maestri ci sia un grande senso d'umorismo, una grande disponibilità al gioco, perché il gioco è un potente strumento di crescita e di cambiamento.
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