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Gas serra: è necessario agire subito Fino a qualche anno fa, coloro che sottolineavano il cambiamento climatico in atto sul pianeta, venivano tacciati di catastrofismo; ora finalmente sono le massime autorità scientifiche a lanciare l'allarme. «È in corso un significativo
riscaldamento globale, da attribuire alle attività umane», si legge in un documento firmato dalle più prestigiose accademie nazionali delle scienze (per l'Italia, l'Accademia dei Lincei). «Fermate il cambiamento climatico in atto» chiedono gli scienziati in un appello rivolto ai leader mondiali che dal 6 all'8 luglio si riuniranno a Gleneagles, in Scozia, per il G8. Nel manifesto, gli scienziati chiedono il riconoscimento del crescente rischio climatico, l'avvio di azioni climatiche in grado di contribuire alla riduzione dei gas serra, l'avvio di una lavoro comune con i Paesi in via di sviluppo per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
Un grido d'allarme destinato con molta probabilità a rimanere inascoltato, almeno fino a quando i paesi più ricchi del mondo saranno governati da uomini delle compagnie petrolifere. Il caso più emblematico è quello degli Stati Uniti, dove a capo del gabinetto del comitato presidenziale per la qualità dell'ambiente è stato messo Philip Cooney, già lobbista per l'industria petrolifera, smascherato nei giorni scorsi dal New York Times per aver «corretto» pro domo sua i rapporti preparati dagli esperti che sottolineavano il legame tra impiego di energia fossile ed effetto serra.