Lettera di Michele Sirtori
Spettabile redazione, sono un vostro abbonato e sono rimasto un po' deluso dall'ultimo articolo sull'elettrosmog, in quanto sono state scritte cose già dette e ridette in altri giornali o media. Mi aspettavo delle notizie per proteggersi attivamente o con dispositivi dall'elettrosmog, e non solo con un'educazione individuale contro queste fonti dannose, ad esempio sui tessuti Elettrosmog-Tex, da voi menzionati ma non consigliati perché non avete fatto i relativi test. Eppure per verificare basta un semplice misuratore di campi elettromagnetici. E che dire dell'Enerboon, pubblicizzato proprio nella stessa pagina dell'articolo? Non potevate parlarne ed eventualmente consigliarlo?
Credo che alla gente interessi di più questo che altro, proprio perché detto da voi, una rivista seria e veritiera, avrebbe modo di proteggersi realmente da questi campi elettromagnetici. Anche se con l'educazione si attenuano i disturbi, non si eliminano completamente come invece fanno - anche se non al 100% - Elettrosmog-tex e Enerboon... se fossero stati da voi consigliati per il bene dei vostri abbonati.
Un cordiale saluto e comunque complimenti per il vostro lavoro!
• Risponde Claudia Benatti, autrice dell'articolo "
Come difendersi dall'elettrosmog".
Gentile lettore, spunti per riflettere sul lavoro svolto sono sempre utili. Il tema dei test per verificare la validità dei prodotti è all'ordine del giorno per la nostra rivista, anche se non sempre è possibile perché non sempre i test sono di per sé lineari e quindi accessibili e praticabili per la redazione di un giornale. Per testare con serietà e rigore dispositivi che influenzano le radiazioni elettromagnetiche non basta un rilevatore per calcolare la quantità di volt prima e dopo in un unico punto o in un'unico luogo. Soprattutto quando si tratta di dispositivi che schermano, occorre tenere presente che schermano ciò che proviene dall'esterno, ma anche ciò che proviene dall'interno. Inoltre, l'installazione di tali prodotti può avvenire parzialmente nelle aperture quali porte e finestre, oppure anche sui muri. Ci sono poi zone, quartieri e abitazioni esposti in determinati modi e a determinate intensità diversissime tra loro. Occorre infine differenziare ciò che viene citato negli articoli, che passa per la redazione giornalistica, e ciò che invece viene inserito come pubblicità, che segue altri canali.
Mi permetto anche di farle presente che gli studi citati, benché a una lettura veloce possano sembrare simili ad altri già pubblicati (sicuramente inerenti la medesima materia e incentrati sulla medesima querelle: campi elettromagnetici, fanno male o no?), rappresentano la sintesi delle ultime conclusioni tratte dai ricercatori in direzione della conferma degli effetti nocivi anche non termici delle radiazioni e/m. Peraltro, su un tema come questo diventa veramente difficile offrire ricette spicce per «proteggersi», visto che nelle onde e/m siamo completamente immersi nostro malgrado.
Articolo tratto dalla rubrica "
Terra Nuova dei Lettori" pubblicato su
Terra Nuova - Dicembre 2011 disponibile anche come
eBook.
La nostra rivista:
TERRA NUOVA
Abbonati a Terra Nuova
Acquista l'ultimo numero della rivista
Leggi on line la copia omaggio integrale della nostra rivista