La Monsanto è colpevole di avere detto il falso riguardo all'erbicida RoundUp: lo ha deciso la Suprema Corte francese.
La Monsanto, una delle principali aziende agrochimiche e biotecnologiche, "è stata riconosciuta colpevole dalla Suprema Corte francese per aver affermato il falso nella pubblicità del RoundUp: un erbicida tutt'altro che sostenibile e innocuo (come descritto dall'azienda)". E' quanto afferma Simona Capogna dell'esecutivo Nazionale Verdi Ambiente e Società (VAS). Il RoundUp è considerato dall'Europa "pericoloso per l'ambiente", ma è venduto in tutto il mondo nel pacchetto "Ogm-Chimica" (le piante vengono modificate geneticamente per essere tolleranti l'erbicida, in modo da non soccombere a causa dell'irrorazione del prodotto). I danni sanitari e ambientali sono stati accertati nei Paesi in cui se ne fa un largo uso (soprattutto in Argentina). Sicuramente - si legge in una nota della Vas - la cifra che la Monsanto dovrà pagare per il reato commesso è irrisoria (15,000 euro), per un'azienda che fattura miliardi in vendita di Ogm e pesticidi, e non sarà sufficiente a convincere il gigante dell'agribusiness ad essere più trasparente con i consumatori.
Se andiamo a vedere sul suo sito internazionale (www.monsanto.com), infatti, nella sezione dedicata al RoundUp il messaggio della "sostenibilità" e della "responsabilità" proposto dalla Monsanto è assolutamente in antitesi rispetto alla sua politica aggressiva (economica e brevettuale). La Monsanto è tutt'altro che sostenibile, colpevole di rendere dipendenti gli agricoltori dai suoi semi brevettati e dai suoi pesticidi. E' partito - sottolinea la Capogna - l'appello internazionale per la sovranità alimentare dei popoli e contro i brevetti (approfittando della relazione sul Diritto al Cibo presentata all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite). Non è un caso se l'appello è stato chiamato "Stop MonsantoSizing"!" VAS ha aderito insieme a centinaia di altre associazioni.