Quanto sono ciclabili le città italiane? È stato presentato stamani a Bologna il dossier Ecosistema urbano 2011, curato da Legambiente, Fiab Onlus ed il coordinamento nazionale Città in Bici, che fotografa un'Italia poco propensa alla bicicletta, ad eccezione di poche città del Nord.
in testa alla classifica svetta Bolzano, seguita da Mestre. A piazzarsi peggio sono le grandi citta' e soprattutto Roma, Palermo e Genova, dove gli spostamenti in bici sono zero su 100. Disastrosa la capitale, dove il 66% di spostamenti avviene in auto e moto.
Ma come si fa a stabilire i valori di questa classifica? Il metro edile piste ciclabili per abitante non è più considerato un indicatore valido e rappresentativo, perché le piste ciclabili hanno bisogno di essere incluse un quadro più ampio in cui si favorisce la mobilità cosiddetta "debole".
Per valutare l'indice di ciclabilità misurato in metri equivalenti di piste ogni 100 abitanti sono stati utilizzati quest'anno i seguenti coefficienti di omogeneizzazione: sede propria 3,5; corsia riservata 3; su marciapiede 1,5; promiscui 1; per zona 30 e zona 20, 1.
Molto più efficace considerare la ripartizione modale degli spostamenti, denominata Modal Split, secondo una suddivisione tra categorie di pedoni, ciclisti, mezzi pubblici, moto e autoveicoli.
Le città ottimali, secondo gli esperti che hanno redatto il dossier, dovrebbero avere un consistente numero di bici (almeno il 15%) per essere oggetti visibili e socialmente accettati, elemento considerato e rispettato delle mobilità, e nello stesso tempo avere mobilità in auto e moto minore di 50%.
In alcune città, soprattutto emiliane, la bici è un mezzo molto diffuso, ma spesso non senza pericoli e disagi. Succede così che Ferrara, Piacenza, Rimini e Prato, assieme con Parma e Reggio Emilia hanno buone o discrete percentuali di spostamenti in bici ma la pedonalità e il TPL sono deboli; la mobilità insostenibile (auto + moto) rimane elevata, sopra il 59 - 65 %. Per questo motivo in classifica risultano penalizzate, rispetto a città come Bolzano e Mestre.
Secondo il dossier elaborato dalle associazioni gli ingredienti fondamentali per una buona politica per la mobilità ciclistica sono :
- un BiciPlan complessivo della città che disegni la rete dei percorsi diffusi, ne indichi le priorità e le modalità per realizzarli;
- un delegato tecnico-politico preciso (bicycle manager) che coordini l'ufficio mobilità ciclistica e l'ufficio biciclette che devono essere composti da un gruppo di persone motivate e competenti nella progettazione e nel marketing.
- una programmazione pluriennale certa delle risorse finanziarie legate ai proventi della sosta a pagamento e/o delle multe, a finanziamenti di altri Enti sovra ordinati e/o di altri capitoli di bilancio di entrate certe che garantiscano continuità di finanziamento.