Leh è il capoluogo del Ladakh, questo piccolo gioiello incastonato tra le montagne nell'estremo nord dell'India. Fa parte dello stato di Jammu e Kashmir, confina con il Pakistan a nord-ovest, la provincia cinese del Xinjiang a nord e il Tibet a est, ed è attraversato da tre catene montuose - l'himalayana, Zanskar e quella del Karakoram - mentre a sud-est il paesaggio si estende nella vasta regione di Rupshu, la propaggine del Chang Tang, l'altopiano tibetano, a una quota tra i 4000 e i 5500 metri. Quest'ultima è una delle mete del viaggio: come gran parte dei turisti che si recano in Ladakh, sono qua per un trekking nel Paese degli alti passi (è il significato di Ladakh), ma anche per proseguire sul sacro sentiero dei monasteri (gompa) buddisti iniziato in Tibet l'anno prima, affascinata dall'accoglienza e dal misticismo di questa religione, dai suoi colori e il suono dei mantra recitati da sorridenti monaci senza età. Sono desiderosa di sapere cosa significa vivere il lamaismo fuori dal giogo del governo cinese e non in esilio, come accade a Daramsala: Il Ladakh, detto anche Piccolo Tibet, vanta una lunga tradizione buddista e i suoi monasteri hanno mantenuto contatti con quelli tibetani per oltre 600 anni, prima dell'arrivo dell'occupazione cinese del Tibet.