A qualcuno è capitato: chiama il direttore della banca comunicandoci che siamo «scoperti» in conto corrente, ovvero che stiamo utilizzando soldi dell'istituto di credito senza averne facoltà.
È l'effetto dell'uso spavaldo della carta di credito, croce e delizia del nostro portafoglio. Questo accade perché, a differenza del bancomat, gli acquisti effettuati ci vengono addebitati il mese successivo in un'unica voce cumulativa. Diverso il caso se abbiamo scelto il pagamento rateale: l'importo viene suddiviso in un certo numero di rate sulle quali paghiamo un interesse che può variare dal 18 al 25%.