Un percorso guidato ci fa sentire tranquilli, come quando si va a una mostra laddove le stanze si seguono l'un l'altra con indicatori di direzione e una spiegazione dettagliata di tutto ciò che vediamo, ma quando finisce abbiamo come una sensazione di inappetenza .
Ci manca sempre di più quell' occasione di guardare e percepire il mondo circostante in modo autonomo e diretto, ci manca la solitudine davanti a una natura ormai confinata ai margini della nostra vita e della nostra consapevolezza, sembra che le nostre case siano sospese e solo accidentalmente si ricompongono con la pioggia, il vento, il sole, la terra le quali compaiono in modo inaspettato nelle nostre giornate.
Con Etain e Martin abbiamo ritrovato questo filo andato perso, perché come noi, Etain l'ha conservato dentro di se l'ha cercato in ogni dove, negli scritti e nella campagna e nella vita di tutti i giorni e ci si presenta davanti nella sua semplicità e bellezza.
Incontriamo un frammento di territorio umbro inalterato, ordinato e pulito dove vivere in movimento con la natura circostante, lavorando per semplificare e per ritrovare un luogo che ci appartiene e ci accoglie, e vorremmo tutti trovare un sentiero che ci porti a qualcosa di simile, qualcosa da costruire ma che è già presente.
Qualcosa che ci unisca ma che ci permetta di essere autonomi e comunque necessari, così come lo sono la pioggia, il vento, il sole, la terra, torniamo in città con questa sensazione sapendo che già molti l'hanno riscoperta.