Di fronte al boom dei distributori di latte crudo e all'inatteso gradimento dei consumatori, c'è chi comincia a mettere sotto accusa questo alimento dando ad intendere che sia responsabile di infezioni nei bambini.
Addirittura il sottosegretario alla salute, Francesca Martini, annuncia
«la possibilità di emanare un'ordinanza» per sospenderne la distribuzione «fino a quando non ci sarà un adeguamento dell'informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura».
E questo perché nove casi, tra il 2007 e il 2008, di sindrome emolitica uremica provocata nei bambini dal batterio Escherichia Coli O157, sono stati «collegati» al consumo di latte crudo. Occorre però sottolineare che l'Osservatorio epidemiologico della Regione Campania, che ha realizzato un'indagine sulla sindrome emolitica uremica, attesta il verificarsi di 30-40 casi ogni anno in Italia di questa malattia, anche ben prima della diffusione del latte crudo.
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Terra Nuova - Febbraio 2009 e fornisce le risposte necessarie per ridimensionare questo allarme ingiustificato:
>> Come mai questa opposizione?
>> Quali interessi economici sono stati toccati e infastiditi?
>> Cosa dicono i dati delle ricerche sul' Escherichia Coli O157 condotte da "Bevilatte", l'agenzia di servizi per l'agricoltura?
>> Quali controlli vengono fatti ai distributori di latte crudo? E ogni quanto?
>> I vantaggi del latte crudo: il costo, la filiera corta, la freschezza e i valori nutrizionali.