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04 Luglio 2012

L'acqua bene prezioso: la gente in Europa lo sa

Nel Continente è abbastanza diffusa la consapevolezza che: “l'acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale”. Lo dice una ricerca della Ue.

L'acqua bene prezioso: la gente in Europa lo sa

Eurobarometro, l'osservatorio statistico dell'Unione Europea, ha pubblicato una ricerca effettuata su 27 stati membri dell’Unione Europea per verificare la percezione dei problemi connessi all’uso dell’acqua del Continente. Nel Continente è abbastanza diffusa la consapevolezza che: “l'acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale”. Il principio sancito dalla direttiva quadro emanata dalla UE nel 2000  è stato ripreso  più volte dal Par­la­mento Eu­ro­peo  fino alla risoluzione del 2002 emanata alla vigilia del quarto World Water Fo­rum mondiale: "l’acqua è un bene co­mune dell’umanità e come tale l’accesso all’acqua costituisce un di­ritto fondamentale della persona umana". Complessivamente le problematiche connesse all’uso e alla salvaguardia delle risorse idriche sono molto sentite dai cittadini dei paesi dell’Unione e la loro percezione sembra essere migliorata nel tempo, almeno stando ai risultati del sondaggio. Le domande, rivolte a 25.524 intervistati, si sono concentrate soprattutto su:

  • i livelli di conoscenza dei problemi legati alle acque sotterranee, ai laghi, fiumi e coste;
  • la percezione dellaqualità delle acque;
  • le opinioni circa l'impatto delle varie attività 
  • le principaliminacceper l'ambiente acquatico;
  • il prezzodell'acqua;
  • i modi più efficaci per affrontare i problemi idrici;
  • lemisure che l'UE dovrebbe assumere.

Circal’informazionesulle acque sotterranee, laghi, fiumi e acque costiere, gli europei si sentonomeno informati di quanto dichiararono nella ricerca del 2009(meno 6%).

Tuttavia il dato è significativamente divaricato; in Danimarca (62%), Austria (60%), Slovenia (56%) e Germania (55%) la maggioranza dei cittadini si ritiene bene informata, mentre in Lettonia lo dichiara solo il 16% e a Cipro il 13%. Per quanto riguarda la qualità dell’acqua, nel nostro Paese il 44% pensa che sia peggiorata, il 23% che sia rimasta uguale e il 23% che sia migliorata. 

Nel complesso, emerge che tre europei su quattro sono convinti che occorrano ulteriori misure a protezione delle risorse idriche. Per il 68% i problemi sono gravi, tra i più segnalati siccità, inondazioni, inquinamento chimico; il 62% ritiene di dovere essere maggiormente informato;il 67% ritiene che unamaggiore sensibilizzazionedei cittadini sia il migliore strumento per gestire al meglio la risorsa idrica;il 73%chiede alla UE misure più stringentiper ridurre le problematiche legate all’acqua. Diverse le percezioniper area geografica. Nei paesi mediterranei il rischio maggiormente percepito è la siccità (94% degli italiani, 96% dei portoghesi, 95% degli spagnoli), ma nel complesso del Continente prevale il timore di inondazioni(79% degli intervistati) con percentuali prossime al 100% nell’area continentale (96% dei rumeni, 94 dei bulgari, 94% dei polacchi). La maggioranza degli europei percepisce l’inquinamento chimico come il pericolo maggiore( 84%), seguono icambiamenti climatici(55%) e le minacce agli ecosistemi idrici (49%). 

 Fare più attenzione alle risorse idriche è una necessità riconosciuta da parte di tutti, ma secondo gli intervistati i maggiori sforzi dovrebbero essere fatti dall’industria(65%), dall’agricoltura(51%) e dal settore di produzione di energia(47%).  Informazione e sensibilizzazione di tutti sono ritenuti dal 67% dei cittadini il mezzo migliore per tutelare l’acqua.Ma i cittadini reclamano anche misure più drastiche come multe significative per chi inquina, penalizzazioni o incentivazioni economiche legate ai consumi e una politica dei prezzi più equa, accompagnata dall’introduzione di incentivi e disincentivi.  La maggioranza è a favore delprezzo rapportato ai consumi, ma è anche a favore di tariffazioni più pesanti perle attività a maggiore impatto ambientale. La maggioranza degli europei ritiene che il problema vada affrontato a livello di UE: le misure dovrebbero essere orientate soprattutto contro l’inquinamento industriale (69%), agricolo (39%), ma anche sui consumi eccessivi (39%) e a favore della prevenzione dei fenomeni di inondazioni e siccità (24%).  L’indagine fornirà supporto alla Commissioneche dovrà occuparsi di redigere il Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee, la cui uscita è prevista per novembre. Si tratta della nuova strategia UE,il “Blueprint to Safeguard Europe’s Water Resources”, un documento di indirizzo che fornirà agli Stati membri nuovi strumenti per la migliore applicazione delle norme UE sulla risorsa acqua.Il Piano prevede lo sviluppo e l’integrazione di modelli economici e climatici da qui al 2050, con l’individuazione dei punti di crisi attuali e le priorità del prossimo futuro, per impostare una politica delle acque di medio periodo, fino al 2020.

di ci.bi
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