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06 Maggio 2012

Gli italiani esportano sempre più armi

Crescono le esportazioni di armi nei paesi di conflitto, senza adeguate condizioni di trasparenze. Dopo la pubblicazione del Rapporto sul commercio di armi le associazioni pacifiste chiedono un incontro urgente al Presidente Monti

Gli italiani esportano sempre più armi

La grande industria italiana è in crisi. Ma non l'industria bellica. Nel 2011 si è avuto un incremento, pari a 5,28% del valore delle autorizzazioni alle esportazioni. E le operazioni più consistenti riguardano principalmente le aree al di fuori delle tradizionali alleanze del nostro paese: solo il 36% delle autorizzazioni all’esportazione è verso i Paesi della Nato/Ue ed europei Osce (per un valore di 1,1 miliardi di euro), mentre oltre il 64% (per un valore di 1,959 miliardi di euro) è diretto verso paesi non inseriti in queste alleanze.
Finalmente, con un ritardo che ha fatto innervosire ed inquietare le associazioni pacifiste italiane, è stato reso pubblico il Rapporto 2012 sul commercio delle armi che ogni anno il governo italiano è chiamato per legge a redigere. “Un rapporto reso noto con un forte ritardo che si caratterizza per un’ingiustificata mancanza di documentazione rispetto a quella fornita dagli ultimi Governi sulle tipologie di armamenti esportati e per diverse informazioni contraddittorie e inconsistenti” ha commentato Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo.
Le armi sono finite nelle zone "calde" del pianeta, attraversate da conflitti e governati da feroci dittatori, dal Nord Africa al Medio Oriente fino al sub-continente indiano. I principali destinatari sono l’Algeria (477,5 mln di €), seguita da Singapore (395,28 mln. di €) e Turchia (170,8 mln. di €). Nel rapporto mancano inoltre importanti informazioni sulla trasparenza e la tracciabilità delle operazioni legate agli armamenti. Lo scorso anno nel periodo delle rivolte della cosiddetta ‘Primavera araba’, dalla Provincia di Brescia sono state esportate “armi e munizioni” per un valore complessivo di 6,8 milioni di euro ai paesi del Nord Africa, e oltre 11 milioni di euro ai paesi del Medio Oriente. La Rete italiana per il disarmo e la Tavola della Pace chiedono al Governo Monti un “incontro urgente” sulle politiche delle esportazioni militari del nostro paese. 

di Gabriele Bindi
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