Non è vero che la soia contiene solo antinutrienti. La BBI è una sostanza antinfiammatoria e anticancro che si ricava facilmente dai semi di soia.
Sulla soia si dice di tutto ed il contrario di tutto. Alimento proteico indispensabile per molti che scelgono diete vegetariane o vegane, ma anche per tutte le bestie di allevamento, che vengono ipernutrite attraverso l'ampio consumo di questo legume di antiche origini. Da alcuni anni circola l'informazione che possa contenere alcune sostanze antinutrienti, come gli inibitori delle proteasi e i fitati, imputati di provocare rallentamento della crescita, disfunzioni digestive e l'assorbimento di importanti minerali come ferro, calcio e zinco. Ma la soia contiene anche molte sostanze che invece favoriscono il perfetto mantenimento della salute.
Un gruppo di ricercatori dell'Università del Missouri (Usa), coordinati dal dottor Hari B. Krishnan, ha fatto ricerche su una sostanza specifica contenuta nei semi di soia, la cosiddetta proteina BBI, un inibitore della proteasi, che è conosciuta per le proprietà antinfiammatorie e anticancro. Gli studiosi hanno scoperto che l'estrazione di questa sostanza non necessità di lunghi processi estrattivi, né di sostanze chimiche aggiuntive. Se si pongono i semi di soia in ammollo in acqua a 50°C questa sostanza viene rilasciata naturalmente e in grandi quantità.
Si tratta, secondo gli studiosi, di una scoperta di grande valore che può offrire una seria e valida alternativa al metodo di estrazione utilizzato sino ad oggi.
La soia purtroppo viene coltivata soprattutto negli Stati Uniti con l'ampio ricorso alla modificazione genetica. A livello globale solo il 3% è destinato al consumo umano, il restante 97% è utilizzato come superfood per alimentare ed aumentare il rendimento produttivo degli animali da allevamento, prime tra tutte le mucche da latte.